L’ultima moda british: parlare in latino

Stefania Vitulli

Che negli ultimi tempi il latino - sì, proprio la lingua di Cicerone e Tacito - fra gli anglosassoni sia diventato davvero una moda, tanto da far parlare di poshness of latin (ovvero di «culto di prestigio» del latino), lo dimostrano le piccole manie dei vip, ovvero i dettagli che fanno tendenza: all'inizio dell'anno all'aeroporto di Heathrow l'attrice Angelina Jolie mette in bella mostra il pancione che reca la scritta Quod me nutrit me destruit e nella speranza che il segno rimanga imperituro il motto è in caratteri gotici, che fanno tanto «antico»; David Beckham, che il latino a scuola non l'ha nemmeno studiato, ha sul corpo tre tatuaggi che richiamano l'antica lingua dei romani: Ut amem et foveam sul braccio sinistro, il cardinale della sua maglia, VII, in numeri romani sul braccio destro e poco più sotto, il motto Perfectio in spiritu.
Nelle scuole britanniche l'insegnamento della lingua classica è tornato alla ribalta, poiché placa l'ansia collettiva sull'abbassamento del livello educativo; Bloomsbury è ormai al secondo Harry Potter tradotto e pubblicato in latino: Harrius Potter et camera secretorum (in libreria il 26 dicembre); la radio finlandese che trasmette in latino tutto il giorno ha più ascoltatori di Radio4News e si registra un revival dell'uso delle formule latine nel linguaggio quotidiano perché «alzano» il livello di uno scritto o di una mail. Fino al boom editoriale di questi ultimi giorni: un manuale dall'accattivante titolo Amo, amas, amat and all that: how to become a latin lover che, arrivato in libreria da un mese esatto, è stato ristampato otto volte e la scorsa settimana ha toccato le 120mila copie vendute. Pubblicato da Short Books (pagg. 272. £ 12,99), una casa editrice specializzata in frizzanti instant book di tendenza, e stilato da Harry Mount, un ex insegnante di latino ora corrispondente da New York per il Daily Telegraph, il volume ha avuto l'occhiuta spinta di marketing dalla più grande catena mondiale di libri on line, Amazon, che ha deciso, individuato il boom latinofilo, di farne il libro promozionale di Natale in Gran Bretagna.
Harry Mount spiega, nella divertente introduzione al volume, il motivo di tanta rinnovata attenzione: «Il prestigio. I classici non hanno un risvolto pratico, perciò nel tempo si sono guadagnati un valore inestimabile. Pronunciare anche solo una frase in latino significa che ci si può permettere di dedicarsi a poesia, prosa e storia e non solo a lavori finalizzati a far soldi come la scienza o l'ingegneria». Da qui la costruzione di un «terribile potenziale di marca» che fa balzare le formule latine, nonostante l'uso superficiale che se ne fa, ai primi posti della classifica dello chic. Anche se un sospetto è lecito: che parte del merito del «latino-pop» sia dovuto agli incantesimi di Harry Potter? Vuoi mettere sbarazzarsi dei «prof» sapendo quale formula magica scegliere tra «Riddiculus!», «Fornunculus!» e «Expecto patronum!»?