L’ultima moda è il teatro a domicilio

Si può «affittare» una compagnia di attori e vedere lo spettacolo in salotto con gli amici

Il lampadario del salotto si spegne, inizia lo spettacolo: a spandere le luci ci pensano le attrici; al polso portano legate piccole torce a pile come quelle usate dai pescatori di notte. Suoni, voci, canti e bagliori: la pièce domestica attraversa il pubblico, gli inquilini. Li coinvolge. Benvenuti nel mondo di un teatro capace di trovare nuove strade per esistere. Esprimersi. Rinnovarsi. L’ultima sua trovata è stata quella di «intrufolarsi» nelle abitazioni, trasformando camere e salotti in palcoscenici. Quasi come succedeva nelle dimore del secolo dei lumi. A sperimentare la «formula» alcune centinaia di anni dopo è una compagnia di Vigevano, della cooperativa «Teatroincontro»: da qualche tempo è approdata anche nelle case in città, proponendo due racconti di Gabriel Marquez, «La siesta del martedì» e «La vedova Montiel». Gli attori sono otto, arrivano un’ora prima e preparano tutto. Musica compresa. «Fino a oggi ci siamo ritrovati in villette o in appartamenti - spiega il regista Mimmo Sorrentino -. Qui ha avuto il suo effetto esibirci in una grande stanza circolare, dove spiccava un bel camino». I committenti quasi sempre sono insegnanti, liberi professionisti e appassionati del genere. A fine rappresentazioni nelle abitazioni vengono anche organizzati ricchi buffet con tanto di brindisi.
Racconta Roberto Suares, uno degli spettatori di una delle tre pièce messe in scena nella metropoli: «Questo teatro in casa esalta e moltiplica le vibrazioni dell’esperienza scenica». Proprio così, conclude il regista, le emozioni non mancano: «Nel buio i movimenti delle braccia creano effetti speciali e anche il pubblico viene avvolto da fasci luminosi».