L’ultima di Monti? Ora vuole tagliare i contributi export

Non c’è pace per le imprese. Avrebbero bisogno di sostegno per la competitività internazionale - in particolare la nautica, il cui mercato interno va sempre più disastrosamente in picchiata - e invece spunta l’ipotesi che il dl «Misure urgenti per la crescita sostenibile» elimini definitivamente le già scarse risorse destinate alla promozione internazionale a cura delle associazioni di categoria. Parliamo soprattutto di piccole e medie imprese che non hanno mezzi e strutture necessari per aggredire i mercati emergenti.
La stagione del governo delle tasse ha quasi distrutto il tessuto produttivo di questo Paese. E ancora una volta deve scendere in campo Ucina-Confidustria Nautica, da sempre impegnata a sostenere l’internazionalizzazione del comparto produttivo che rappresenta, sia con proprie risorse finanziarie, sia attraverso accordi di partenariato pubblico-privato con il ministero dello Sviluppo economico, sia attraverso intese operative con Ice (l’Istituto per il Commercio Estero).
Secondo l’associazione guidata da Anton Francesco Albertoni «qualora tale disposizione venisse confermata nella versione definitiva del provvedimento, anche le imprese del comparto nautico - realtà che necessitano di un sostegno forte non solo per la partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche internazionali, ma anche per favorire il loro insediamento nei mercati dei Paesi emergenti - verrebbero ancora una volta fortemente penalizzate».
Ma c’è dell’altro: «Anche il programma di attività di internazionalizzazione che Ucina organizza annualmente a sostegno dei propri associati, quali ad esempio la partecipazione ai principali saloni nautici internazionali in forma di collettiva o punto azienda, rischierebbe di essere gravemente compromesso proprio in un momento di forte richiesta da parte delle aziende che cercano nuovi spazi sui mercati internazionali per contrastare la crisi del mercato italiano ed europeo. Come sempre - conclude la nota - Ucina è a disposizione delle istituzioni per un confronto costruttivo che porti alla definizione di una misura che eviti ulteriori aggravi alle aziende del comparto nautico già duramente colpite dalla crisi».