L’ultima «navigazione» del Toti Sei giorni per attraccare a Milano

Il sommergibile della Marina arriverà il 14 agosto al Museo della Scienza. Un convoglio lungo 62 metri: due maxi-carrelli con 240 ruote ciascuno

Igor Principe

Rischiava di essere una telenovela con un finale malinconico. Puntate e puntate su come portarlo a Milano, problemi tecnici apparentemente irrisolvibili, l'ipotesi sempre più concreta che rimanesse a mollo tra le chiuse del porto sul Po, a Cremona. Ipotesi svanita: il sommergibile della Marina Militare Italiana S-506 «Enrico Toti» diventerà uno dei reperti più pregiati del Museo della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci». In via San Vittore - anzi, in via Olona: entrerà al museo da quell'ingresso - il sottomarino arriverà nelle prime ore del mattino, dopo aver passato la notte lungo le strade della città. «Sono state prese tutte le misure di sicurezza del caso - ha detto il sindaco Albertini -. Sulla rete fognaria, elettrica, sulla linea metropolitana, sulla rete dei semafori. In alcuni punti verranno protetti anche gli spigoli delle case e i balconi. È uno sforzo che Milano voleva fare da quattro anni, per portare quel gioiello nel luogo più adatto: il Museo della Scienza è forse l’istituzione più rappresentativa del carattere milanese».
Il convoglio su cui il «Toti» sarà sistemato come carico eccezionale partirà da Cremona l’8 agosto e percorrerà le quattro tappe notturne su un convoglio lungo 62 metri e formato da due maxi-carrelli con ben 240 ruote l’uno. Alle 21 di sabato 13 agosto da via Toffetti, tra Rogoredo e piazza Corvetto, entrerà in città e seguirà un percorso studiato per limitare al minimo le interferenze con i cosiddetti «sottoservizi» (reti idriche, fognarie, del gas e del metrò) e con gli elementi dell'arredo urbano di superficie (aiuole, marciapiedi, pali, segnaletica). Il serpentone passerà dall’Ortomercato, piazzale Martini, largo Marinai d’Italia. Da qui risalirà la via Anfossi contromano fino a incrociare i vecchi bastioni, lungo i quali si muoverà fino in viale Papiniano. Quindi, via Olona e il museo. Per coprire poco meno di dieci chilometri impiegherà circa dieci ore: numeri che spiegano bene la delicatezza di un’operazione cominciata il 30 giugno scorso con il distacco della «vela», cioè la torretta su cui è stampigliata la sigla «506». «Quando ci chiedevano del Toti tacevamo perché volevamo essere sicuri di poter realizzare quest’impresa - dice Michele Perini, presidente del Museo -. Lo sistemeremo accanto al padiglione ferroviario in modo che dal vecchio ingresso, quello su via Olona, se ne veda la sagoma. Il sommergibile al museo era tra i sogni di Carlo Camerana, che tanto ha dato a questa istituzione, e mi fa piacere che a dare un decisivo impulso alla vicenda sia stato un mio incontro con l'ammiraglio Sergio Biraghi (Capo di stato maggiore della Marina, ndr), vero milanese di mare». «La tecnologia a disposizione della Marina ci ha permesso di utilizzare gru da 1500 tonnellate per sollevare un bestione da oltre 400 - dice l’ammiraglio Biraghi -. Mi auguro che in futuro il Toti possa essere un valido testimone, soprattutto per gli studenti, dell'importanza del mare per il nostro Paese». Esposto al porto di Cremona i prossimi 6 e 7 agosto per un open-day prima del trasferimento, il Toti aprirà ai visitatori non prima di dicembre, dopo aver subito le operazioni necessarie per farne un reperto da museo.
Operazioni che sono uno dei tanti paragrafi del capitolo più ostico di questa storia: quello economico. L'intera vicenda è stata valutata in circa 3,5 milioni di euro, 150mila dei quali a carico del Comune. Il resto, tra forniture d’opera e esborso di denaro, è stato il frutto di una nutrita partecipazione di sponsor. Tra tutti, Finmeccanica e Telecom. Il cui presidente, Marco Tronchetti Provera, ha sottolineato l’importanza delle sinergie tra i soggetti coinvolti in un progetto così delicato: «Questa storia spiega che la capacità tecnologica dell’Italia non è venuta meno, malgrado il momento non sia dei migliori. E che unendo le forze è possibile mettersi sulla strada della crescita e della fiducia».