«L’ultima parola solo fra un anno»

Ha scelto il giorno del settantunesimo compleanno per depositare le motivazioni più attese, quelle che spiegano perché Annamaria Franzoni è colpevole. Poi se ne andrà in pensione, dopo aver dedicato alla magistratura i suoi ultimi 44 anni di vita. Il presidente Romano Pettenati è soddisfatto. «È stato un lavoro lungo – spiega – faticoso e delicato». Un lavoro inattaccabile? Sorride: «Questo ce lo diranno i giudici della Cassazione». Poi rivolge un pensiero ai periti psichiatrici: «È stata dura, ma hanno fatto il possibile». Sono trascorse da pochi minuti le 9 quando il presidente affida ai cancellieri della Corte d’assise d’appello di Torino le 533 pagine di motivazioni. Con lui c’è Luisella Gallino, giudice a latere del processo. Sono entrambi sereni, soddisfatti. Come sollevati da un peso. «Il nostro lavoro è terminato, adesso tocca agli altri». Gli altri sono i difensori di Annamaria e i giudici della Cassazione. «I primi hanno a disposizione 45 giorni per presentare ricorso, gli altri dovranno invece stabilire se il nostro lavoro è stato eseguito in maniera impeccabile». Ma quanto ci vorrà prima di capire se i 16 anni di reclusione saranno definitivi? «La mia sensazione è che dovremo aspettare ancora un anno. Difficilmente la Cassazione riuscirà a pronunciarsi prima della prossima estate. Una risposta l’avremo nell’autunno del 2008».