L’ultima preda dei rom? I tombini

Il furto di tombini è l’ennesimo commercio messo in piedi dai nomadi della capitale. Rischiano poco e guadagnano un bel po’. Ieri cinque «coperture» in ghisa sono sparite e sono state ritrovate solo poco dopo dagli agenti della municipale. La sparizione è avvenuta intorno alla mezzanotte in viale Togliatti, una strada che si trova non molto lontano dall’accampamento rom del Casilino 900, da quello di Villa Gordiani e di Torre Spaccata. A dare l’allarme alla centrale dei vigili urbani è stata la chiamata di alcuni cittadini che ne denunciavano la scomparsa, all’incrocio con via dei Romanisti. La refurtiva, però, questa volta era stata abbandonata a poca distanza dal luogo dove era stata asportata e i pezzi mancanti sono stati ritrovati dalla municipale.
Il furto delle coperture in ghisa sta diventando quasi una moda. Qualche giorno fa ad esempio, lo stesso scenario si era verificato a Centocelle, dove in una serata erano spariti contemporaneamente una quindicina di tombini. A qualcuno, quasi certamente ai nomadi che popolano gli accampamenti della capitale, fa gola il materiale in ghisa di cui sono composti. Purtroppo questa «razzia» non crea solo di un danno economico per il Comune, ma un problema di sicurezza per i cittadini. L’assenza delle coperture, infatti, provoca gravi disagi alla circolazione. Quei buchi trasformano le strade in «groviera» e soprattutto di notte c’è il concreto rischio che automobilisti o centauri possano finirci dentro o sbandare e già a una velocità di cinquanta chilometri l’ora si può fare una brutta fine. Non va meglio, poi, se a cadere dentro è un passante, magari un anziano. Il tutto, per una manciata di euro. Rivendere le coperture in ghisa che coprono i chiusini fognari, infatti, può al massimo fruttare al venditore una trentina di euro a pezzo. Solitamente ad acquistarli sono demolitori e rigattieri senza scrupoli, quegli stessi che comprano altri metalli usati come il rame o il ferro. Probabilmente l’altra notte i ladri hanno dovuto abbandonare la refurtiva per l’improvviso passaggio di una pattuglia delle forze dell’ordine o li hanno lasciati per poi passare in un secondo momento a caricarli. Non sono infatti leggeri: arrivano a pesare anche venti chili.
Il fenomeno non è nuovo. Basta pensare che nel 2005, tra novembre e dicembre, furono rubati circa 150 tombini. Fortunatamente spesso i residenti o i passanti danno l’allarme immediatamente a polizia, carabinieri o vigili urbani. Ma l’intervento per sanare la situazione non sempre è semplice. Se è vero, infatti, che sul posto giungono immediatamente le squadre di pronto intervento dell’Ufficio tecnico della manutenzione stradale e la municipale per transennare la buca, lo è altrettanto che non sempre le coperture in metallo sono immediatamente disponibili in grandi quantità e spesso è necessario ordinarle. Non è raro, quindi, che una pattuglia delle forze dell’ordine debba sostare davanti alla «voragine» proprio per evitare che qualche malcapitato possa finirci dentro. La cosa più grave è che spesso è difficile perseguire i responsabili, a meno che non vengano presi in flagranza di reato. Denunciare i ricettatori, poi, è quasi impossibile perché raramente municipi e Comune formalizzano le denunce.