L’ultima di Rutelli: «È Linate la vera spina per Malpensa»

Il governatore: «Il problema non è il Forlanini quanto la crisi di Alitalia»

Sulla rottamazione di Malpensa comincia la retromarcia del governo. La sfilata dei ministri ieri all’Assemblea generale delle Province italiane conferma un’inversione di tendenza. Con il sospetto che l’uscita del vicepremier Francesco Rutelli sia destinata a raccogliere più critiche che consensi. E a non molto servono i primi tentativi di aggiustare il tiro. «Dobbiamo salvare Alitalia non spostando artificiosamente il traffico da Malpensa a Fiumicino o viceversa - le ultime parole di Rutelli -, ma con un nuovo piano industriale che preveda un’impostazione da network». Formigoni? «Spero che gli basti», la replica non proprio urbana. «A togliere voli e tratte a Malpensa non è tanto l’aeroporto di Fiumicino, quanto quello di Linate». E il presidente della Provincia Filippo Penati gli va incontro, chiedendo che «Linate e gli altri aeroporti del Nord non possano essere utilizzati per andare a prendere voli intercontinentali in partenza da altri scali europei». Immediata la replica del governatore Roberto Formigoni. «Leggo le parole di Rutelli e ne prendo atto per quello che sono, e cioè una netta smentita del documento elaborato dal Dipartimento del turismo e pubblicato domenica dai giornali. Al ministro Rutelli segnalo anche che i problemi non nascono né a Linate né ad Orio al Serio. La questione è che se Alitalia non garantisce i servizi da Malpensa, i cittadini scelgono di partire da Linate, da Orio o da qualunque aeroporto anche straniero che dia loro la possibilità di volare».
«Non penso che si risolva il problema contrapponendo Malpensa e Fiumicino», l’esordio già di buon mattino il ministro del Lavoro Cesare Damiano non proprio in sintonia col vicepremier. Ovviamente particolarmente interessato alla «verifica del piano industriale e alle conseguenze sull’occupazione». Di «beghe locali che rischiano di far fallire sia Malpensa che Alitalia», parla anche Alfonso Pecoraro Scanio che vede una soluzione nello sforzo di «diversificare l’uso dei diversi aeroporti». «Linate sta andando molto bene e per questo va premiato - sottolinea il ministro dell’Ambiente - mentre su Malpensa c’è tutto lo spazio per avere un rafforzamento dei cargo. Non credo che sarebbe accettabile togliere Alitalia da Malpensa senza una prospettiva futura per lo scalo». Contro la guerra degli hub anche il segretario dei Ds Piero Fassino. «C’è spazio per due grandi aeroporti internazionali - assicura -. Ma perchè i due aeroporti non siano in conflitto fra di loro e funzionino, occorre ci siano rotte, linee aeree e voli. Il problema prima è di Alitalia e del suo futuro». Durissimo l’intervento del Pirellone. «Adesso Rutelli, Veltroni e anche Fassino buttano acqua sul fuoco - attacca l’assessore Raffaele Cattaneo -. C’è spazio per due aeroporti dicono, ma nel frattempo a Malpensa Alitalia opera 13mila voli mensili con meno del 5 per cento del personale, mentre a Fiumicino circa 10mila con oltre il 95 per cento. Il risanamento passa attraverso la creazione di una base stabile a Malpensa, dove c’è il mercato, altro che disimpegno».