L’ultima sfida degli animalisti: una legge per vietare la caccia

RomaSubito il divieto di caccia nei fondi privati ed il raddoppio della distanza di sicurezza imposta a chi spara nelle vicinanze di strade, abitazioni e fabbricati. Ma l’obbiettivo finale per il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla è ancora più ambizioso: l’abolizione della caccia.
Nella seconda giornata nazionale de «La coscienza degli animali», celebrata al Museo Maxxi di Roma, il ministro Brambilla punta in alto. Sostenuta da personalità illustri del mondo della cultura e della scienza, è decisa a farsi portavoce di un cambiamento radicale nella società che porti al rispetto della vita degli animali e dei loro diritti. Prestano il loro volto ed il loro nome all’iniziativa il professor Umberto Veronesi, il direttore de Il Giornale Vittorio Feltri, le scrittrici Dacia Maraini e Susanna Tamaro, il regista Franco Zeffirelli, il cantante Renato Zero. Personalità diverse unite da un grandissimo amore per gli animali.
Il ministro annuncia prima di tutto che è stata appena depositato un disegno di legge di iniziativa parlamentare che si propone tra l’altro di abolire l’articolo 842 del codice civile che permette ai cacciatori di entrare nelle proprietà private non recintate e chiede pure di aumentare la distanza di sicurezza da case, strade e fabbricati per chi spara.
«Nella scorsa stagione venatoria abbiamo contato 24 morti e 71 feriti. Dall’inizio dell’apertura di questa stagione abbiamo già avuto 12 vittime e 15 feriti-dice il ministro- Rischi inaccettabili. Chi va a caccia uccide per divertimento: io dico no alla distruzione dell’ambiente, dico no a chi si arma come Rambo e scorrazza per i boschi facendo strage di animali».
Il ministro è convinto che gli italiani abbiano maturato una coscienza animalista.
«Da quando abbiamo presentato il nostro manifesto “La coscienza degli animali» abbiamo già raccolto 120.000 firme. Si è messo in moto una grande movimento culturale - dice la Brambilla- Non è più un tabù chiedere l’abolizione della vivisezione, non è più un tabù chiedere di probire tutti i comportamenti che comportino crudeltà verso gli animali come anche gli allevamenti intensivi. E soprattutto non è più un tabù parlare di abolizione della caccia».
E la Brambilla sfida apertamente quella che definisce «la lobby dei cacciatori» dalla quale confida di essere stata «minacciata, insultata e portata in giudizio». Le minacce, assicura il ministro «non mi fermeranno», anche perchè, prosegue, «l’80 per cento degli italiani, la maggioranza, pensa che la caccia vada abolita o almeno molto più rigidamente regolamentata».
A confermare le parole del ministro un sondaggio realizzato da Ipsos. Gli intervistati ritengono che se in Italia ci fosse più rispetto degli animali l’immagine del nostro Paese all’estero migliorerebbe, 83 per cento. Le misure di sicurezza sulla caccia sono considerate sufficienti soltanto dal 15 per cento degli intervistati mentre il 76 si dice convinto della necessità di aumentarle.
«Il nostro traguardo definitivo è l’abolizione della caccia -conclude il ministro- Il ddl appena despositato porta le firme di rappresentanti provienienti da tutti gli schieramenti perchè la battaglia per la biodiversità e la difesa degli animali non ha colore e ci coinvolge tutti».
Per il professor Veronesi l’impegno a favore degli animali fa parte di un più grande movimento non violento e per la pace. «Non dobbiamo combattere i cacciatori ma convincerli con la forza dei nostri ragionamenti», dice Veronesi.
Anche Feltri promette tutto il suo impegno a favore degli animali e confessa il suo grande sogno: «l’abolizione della caccia perchè non sopporto veder soffrire gli animali».