L’ultima sfida tra Lega e Pdl è per un posto nel listino

«Non abbiamo inserito nelle liste nessuna persona che abbia un processo in corso» spiegano da viale Monza. Nel palazzo che è la sede di Forza Italia è già partito il via vai di candidati per l’accettazione delle candidature. Formalità necessarie per non arrivare in affanno alla scadenza per la presentazione delle liste, fissata per sabato prossimo. Giancarlo Abelli ha firmato, e così anche l’assessore all’Ambiente, Massimo Ponzoni. Resta in corsa il consigliere comasco, Gianluca Rinaldin.
Le candidature, il peso della Lega, il ruolo di Giancarlo Abelli e gli ultimi dubbi sul listino sono stati i temi al centro dell’incontro di mezzogiorno ad Arcore tra Silvio Berlusconi, Guido Podestà, coordinatore regionale del Pdl, e il presidente della Regione, Roberto Formigoni. A seguire la consueta cena del lunedì tra Berlusconi e Umberto Bossi.
Tra i temi aperti tra Lega e Pdl le presenze nel listino, gli assessorati pesanti e le società regionali su cui ha puntato gli occhi il partito di Bossi. Il pacchetto chiuso dai coordinatori regionali di Pdl e Lega prevede cinque o sei candidati della lega nel listino e la sesta posizione sarebbe quella dell’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani. A questo punto tocca a Bossi decidere se puntare i piedi sul suo uomo di fiducia. Sembra che si profili un accordo per due leghisti nei primi otto (che sarebbero il vicepresidente Andrea Gibelli e la consigliera regionale bresciana, Monica Rizzi) e quattro nei secondi otto, ovvero la parte di coloro che non sono certissimi (ma comunque abbastanza certi) dell’elezione. Nel caso in cui invece il Pdl riuscisse a spuntare un altro consigliere, sono in ballottaggio Paolo Cagnoni, collaboratore di Sandro Bondi (che sembra in pole position), il presidente di Casa Letizia (Moratti), Marcello Di Capua, e la consigliera provinciale Camilla Musciacchio, caldeggiata dai Colucci.
L’attenzione della Lega in realtà è concentrata su obiettivi ben più sostanziosi del sesto uomo nel listino bloccato. Il partito di Bossi punta a un ruolo di vertice in uno dei tre bracci operativi della Regione, ovvero Finlombarda, Infrastrutture lombarde e Lombardia informatica, al momento in mano a uomini legati all’area di Cl o di An. Inoltre, i leghisti puntano a deleghe importanti per il vice di Formigoni, Andrea Gibelli, e ad assessorati di peso. In particolare l’attenzione è su almeno un assessorato tra l’Agricoltura (che potrebbe toccare a Monica Rizzi), le Infrastrutture o un accorpamento di Formazione e Industria, che potrebbe essere destinato proprio a Gibelli (ciò che resta dela Scuola, ovvero la gestione delle paritarie, diventerebbe una delega a sé).
Inutile sottolineare che si tratta di punti nevralgici per gestire il Pirellone.