L’ultima stoccata a Prodi: mi ricorda la «Traviata» di Verdi

Onore delle armi, ma fino a un certo punto. Paragone con un personaggio immortale ma con una punta di malizia. Nell’intervista a ruota libera che concede a Chi, Silvio Berlusconi si trova a dover rispondere a una domanda che è come tirare un rigore a porta vuota. «Salvi almeno una cosa del governo Prodi» chiede con aria innocente Alfonso Signorini. E il Cavaliere non si fa pregare ma lo fa a modo suo: «Come Violetta, la protagonista della “Traviata”, il governo Prodi ha riscattato con una bella morte una vita dissipata. La scelta di andare a farsi battere in Parlamento è stata un'assunzione di responsabilità che ha fatto chiarezza e ha evitato equivoci e manovre sotterranee. E stata una scelta solitaria di Prodi, che tutti i leader del Partito democratico avevano avversato». Semplice. Chiaro. Diabolico. Perché il leader azzurro non prende scorciatoie. Non nega, come gli sarebbe facilissimo, che all’esecutivo del Professore si possa riconoscere un merito che sia uno. No, Prodi una cosa buona l’ha fatta: se n’è andato. E fin qui si potrebbe ancora osservare che la risposta era quasi prevedibile. Ma Berlusconi piazza, con un capolavoro d’ironia, il colpo del ko. Per fulminare intervistatore e lettori con un’immagine indimenticabile, che assimili l’ex premier a un eroe negativo noto a tutti, chi ti trova? Un dissoluto come Don Giovanni? Uno sciupafemmine come il duca di Mantova del «Rigoletto»? Un ambizioso come Macbeth? No, il Cavaliere cita Violetta, femme fatale e leggera resa immortale dalla musica di Verdi. Consumata lentamente dalla tisi come le lotte intestine hanno consumato il governo Prodi.