L’ultimo allarme: «Andiamo al voto in un clima incivile»

Dopo oltre due mesi di campagna elettorale, il lungo cammino di Gianni Alemanno verso la conquista del Campidoglio si è chiuso nella Roma profonda di Tor Bella Monaca: periferia ai margini, case popolari e microcriminalità, abusivismo edilizio e sporadici luoghi di aggregazione. A fare da sfondo, le manifestazioni celebrative del 25 aprile, il blitz serale a Ostia e la promessa fatta dai microfoni di Radio Radio: «Se diventerò sindaco la prima cosa che farò sarà andare dal vedovo della signora Reggiani, Giovanni Gumiero. Lo guarderò negli occhi e gli dirò: “Mai più”». Un’immersione nel sociale, quella del candidato sindaco del Pdl, che ha compreso anche le visite al centro di ascolto per ragazzi madri «Aiuto alla Vita» dell’Eur, e al ricovero dei senza fissa dimora gestito da padre Sebastian in Via Sant’Agapito, a largo Preneste. Quindi, alle 23,15, il faccia a faccia finale con Francesco Rutelli a «Matrix», su canale 5, ultimo atto prima del silenzio elettorale (scoccato alla mezzanotte) in vista del ballottaggio di domani e lunedì. Un confronto che nel pomeriggio era stato messo in dubbio da alcuni organi di informazione, subito smentiti dallo stesso Alemanno: «Parteciperò nonostante il clima incivile e indegno per un confronto politico in cui si è fatta piombare la città». E il riferimento, per niente casuale, è ai manifesti apparsi in mattinata che lo ritraevano accanto a una croce celtica.
Al centro «Aiuto alla Vita» dell’Eur Alemanno aveva invece rilanciato il suo modello di sussidiarietà orizzontale, quel Welfare community cui sono dedicate ben sette pagine del programma elettorale. «Non deve essere il Comune a scegliere ma le famiglie - ha spiegato il candidato del Pdl -. Per questo bisognerebbe dare a ogni nuovo nato il diritto di usufruire di una somma per consentire alla donna di scegliere da chi farsi aiutare». Prima c’era stata la visita all’Altare della Patria (dove Alemanno ha incrociato il suo avversario Francesco Rutelli) per le celebrazioni del 63° anniversario della Liberazione: «Una festa che rappresenta la liberazione della nazione da ogni forma di totalitarismo sia di destra sia di sinistra ed è l’affermazione dei valori democratici», ha commentato il federale di An, definendo le polemiche dei giorni scorsi sulla sua partecipazione «paccottiglia polemica che testimonia l’estrema crisi di una sinistra in difficoltà». Subito dopo, accompagnato dal portavoce di An, Andrea Ronchi, e dal coordinatore romano di Fi, Francesco Giro, Alemanno si è recato a Palidoro dove ha deposto una corona di fiori davanti al monumento che ricorda l’uccisione del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto da parte dei nazisti: «Un sacrificio che ricorda in maniera chiara ciò che rappresenta il 25 aprile». E ora, la parola alle urne.