L’ultimo decollo dell’aeroplanino: destinazione Londra

Al suo posto arriva l’altro bomber campano Francesco Tavano

Roba da non crederci. Inaspettata, per certi versi. E viene da chiedersi cosa sarà passato nella mente di Vincenzo Montella, ieri, verso le tredici, quando si è trovato di fronte quei tifosi che lo inneggiavano, pronti a commuoversi per un addio sicuramente annunciato ma comunque difficile da digerire. «Io e te nove metri sopra il cielo», questo riportava lo striscione aperto dal popolo della «maggica» davanti al cancello principale del Fulvio Bernardini, dove il giocatore era stato convocato per l’ultima volta anche se più che altro per una presenza formale. Già, perché la campagna acquisti di riparazione comincia questa mattina, e nessuna dichiarazione poteva essere rilasciata fino a ieri. Però è bastato un amen al centinaio di supporter accorsi all’ora di pranzo a Trigoria per capire che la visita sarebbe stata l’ultima da quelle parti per l’attaccante campano, che non si è allenato e ha lasciato il comprensorio sportivo pochi minuti prima delle sedici. Ovviamente senza parlare ma presumibilmente col magone in gola come compagno, complice una vita sportiva appena lasciata alle spalle.
Dicono che saluterà tutti con una conferenza stampa ufficiale, così, tanto per riassaporare sensazioni giallorosse chiuse nel borsone che si porterà in Inghilterra, al Fulham (compagine che ha come obiettivo la salvezza), dove lo attendono a braccia aperte nonostante le voci parlino di un accordo ancora in alto mare. In Premier League riscoprirà il gusto del match, quello vero, giocato sin dal primo minuto, e non scampoli di gara. E scorderà finalmente quella panchina che l’ha reso protagonista in modi e maniere differenti prima con Fabio Capello, che lo utilizzava col contagocce, e poi con Luciano Spalletti, fautore degli schemi tattici senza attaccanti. Inutili le polemiche, i fatti danno ragione al «trainer» di Certaldo, che senza punte di ruolo ha regalato al football italiano la miglior produzione offensiva delle prime diciassette giornate di campionato oltre che dell’intero anno solare. Così come diedero ragione a don Fabio. Rimane il fatto che l’aeroplanino ha comunque lasciato il segno nella Capitale, e non solo per i gol realizzati nei derby, compreso il record di reti messe a segno in un’unica stracittadina.
Va aggiunto però che quello di Montella per ora è solo un arrivederci (l’attaccante verrà ceduto con la formula del prestito), dopo una storia durata sette anni, ricca di gol, arrabbiature con chi non gli dava un maglia da titolare e con un ricordo che rimarrà scolpito nella memoria dei romanisti. Perché assieme a Totti, simbolo della capitale, Montella resta l’unico superstite in campo della squadra che vinse il terzo tricolore della sua storia. E non guasta ricordare che il top gun di Pomigliano d’Arco saluta la patria pedata con la qualifica di vice capocannoniere italiano tra gli attaccanti in attività, quota 137 gol, uno in meno di Enrico Chiesa.
Per la cronaca va detto che i fan non si sono risparmiati neanche al passaggio degli altri tesserati, dedicando applausi anche a Totti, De Rossi, Mexes. Adesso, scavalcato l’addio di Montella, si apre ufficialmente il mercato. E nella tarda serata di oggi dovrebbe essere ufficializzato l’approdo a Trigoria di Francesco Tavano, anche lui campano, che si aggregherà al gruppo con la formula del prestito, almeno fino a giugno. Poi il Valencia, la Roma e il suo procuratore, Stefano Guercini, decideranno se sarà il caso di proseguire l’avventura capitolina. Come a dire, se son rose fioriranno. Magari a maggio, in prossimità della fine del campionato. Con la speranza di raccogliere fiori gialli e rossi. Pardon, tricolori.