L’ultimo «leone» del jazz non smette di ruggire

Pensi ai grandi del jazz e ti vengono in mente Miles Davis, John Coltrane, Charlie Parker, Sonny Rollins. I primi, purtroppo, si possono ascoltare soltanto su disco. Rollins invece viaggia ancora per il mondo con il suo sax, saltando da un palco all’altro, a 79 anni. E stasera arriva all’Auditorium, ospite del «Roma Jazz Festival». In sessant’anni di carriera Rollins non ha mai smesso di studiare e studiarsi. Sono celebri i suoi periodi di ritiro, dedicati a riflessioni sulla struttura dei brani, sull’improvvisazione, sulla strada da far prendere alla sua creatività. E la voglia di improvvisare e di inventare nuova musica è ancora viva in questo gigante del jazz, che pochi giorni fa ha stupito il pubblico milanese con due ore di splendida esibizione. Già, perché non bisogna aspettarsi la stanca passerella di una vecchia gloria, bensì il concerto di un artista che continua a calcare i palchi con grande passione. Dopo la scomparsa della moglie, avvenuta nel 2004, il sassofonista si è concentrato ancor di più sulla musica, fondando l’etichetta Doxy Records e pubblicando un nuovo album di inediti, intitolato Sonny, please. Il disco è stato poi distribuito dalla Universal, che lo scorso anno ha dato il via a una serie di pubblicazioni d’archivio: Road shows, vol. 1, infatti, è il primo volume di una raccolta di inediti di Rollins, catturati dal vivo nell’ultimo trentennio. Il disco contiene registrazioni effettuate dal grande appassionato Carl Smith e dal trombonista Clifton Anderson: ascoltando tutto il materiale raccolto, lo stesso Rollins ha selezionato sette brani, registati tra il 1980 e lo scorso autunno, quando ha tenuto il celebrato concerto alla Carnegie Hall. E nel frattempo il «Saxophone Colossus» già pensa a un nuovo cd, da registrare in trio e da pubblicare in estate. L’idea è quella di presentarlo a New York, il 7 settembre 2010, in occasione del suo ottantesimo compleanno. Sul palco dell’Auditorium Rollins sarà accompagnato da Clifton Anderson (trombone), Bob Cranshaw (contrabbasso), Kobie Watkins (batteria), Victor Y. See Yuen (percussioni) e Bobby Broom (chitarra).