L’ultimo metrò per Linate

L’accento che Letizia Moratti ha deciso di porre sulla internazionalizzazione di Milano rilancia automaticamente il ruolo della Sea, la società posseduta all'84% dal Comune che gestisce Malpensa e Linate. Per una città che ambisce a collocarsi al centro della scena mondiale, i collegamenti aerei sono infatti essenziali, e per un sindaco che si pone questo tipo di traguardi il fatto di disporre del controllo dei due aeroporti cittadini è senza dubbio un vantaggio non indifferente. È perciò possibile che, per ragioni di cassa, la Moratti ritenti quel che non è riuscito all'ultimo Albertini, cioè cedere per circa 600 milioni il 33 per cento dell'azienda senza per questo perderne il controllo. Ma certo non si spingerà più in là, sia perché nel nuovo contesto la Sea diventa uno strumento per la politica comunale, sia perché, oggi come oggi, è una gallina dalle uova d'oro: l'anno scorso ha realizzato un utile netto di 40,8 milioni su un fatturato di 475, ha erogato un dividendo ordinario di 40 milioni e uno straordinario di 200, che ha permesso alla giunta Albertini di fare partire una serie di lavori nonostante un bilancio ridotto all'osso.
La situazione finanziaria potrebbe essere ancora più brillante, se la società non avesse la palla al piede della Sea handling (la società che gestisce i bagagli), che da quando deve misurarsi con concorrenti privati che hanno costi di manodopera del 20 per cento inferiori e rapporti sindacali meno ingessati si è trasformata in un vero buco nero: 44 milioni di passivo, con la necessità di due ricapitalizzazioni.
I due scali milanesi, con un flusso di 28,7 milioni di passeggeri nel 2005 e un aumento di traffico doppio di quello registrato in media dai grandi aeroporti europei, stanno comunque centrando gli obbiettivi. Ogni (...)