L’ultimo passo per tornare nella storia

(...) si sono fatti più rari. Ballack, il capitano, è la loro bussola, il loro volante. Vanno dove li porta lui. Sono temibili nelle accelerazioni e nei colpi di testa preparati per Klose. E in difesa hanno allevato un paio di gendarmi di considerevole altezza, Metzelder, l’ideale per prendere le misure a Toni e alla sua nota abilità in quota. Inzaghi, in quelle fessure, potrebbe infilarsi come lo scugnizzo napoletano protagonista di un memorabile film sulla seconda guerra mondiale. Può diventare la mossa successiva. Non è infatti trascurabile l’aspetto emotivo della vicenda. Klinsmann e i suoi sono alle prime armi in una competizione così massacrante, i marine di Lippi hanno già scalato montagne, affrontato tormenti e scandali. I veleni provocati dall’affare Frings possono contaminare una splendida atmosfera calcistica. Materazzi e Gattuso sono avvisati: devono diventare, per una notte, impermeabili alle provocazioni, l’arbitro messicano Archundia non è tipo da fare sconti. Al resto devono provvedere le doti migliori, più tattiche che tecniche, della Nazionale socialista di Marcellone, pronta ad aiutarsi, a richiudere gli spazi vitali, a esibire la protezione di Buffon e Cannavaro in vista di un traguardo eccitante. Berlino, ci aspetta. Siamo a un passo dalla gloria, sospinti solo dalla storia. Loro, i tedeschi, da un Paese mai unito come in queste ore. Nel segno del pallone.