L’ultimo ritorno del caschetto

Da Katie Holmes (<em>nella foto</em>) a Paris Hilton, le star sfoggiano la storica acconciatura. I parrucchieri: &quot;E' lo stile dell'anno&quot;. E Le Figaro lo celebra in prima pagina

C’è chi non l’ha mai abbandonato, come la direttrice di Vogue America Anna Wintour. E chi lo ha scoperto solo adesso, come la giovanissima cantante r’n’b Rihanna. O come la giovane moglie di Tom Cruise, l’attrice Katie Holmes, che probabilmente l’ha copiato (in versione brava ragazza) dall’amica Victoria Beckham, la ex Spice girl ormai fissa a Los Angeles con il marito calciatore David. Persino l’ereditiera Paris Hilton ha dato un taglio drastico ai suoi lunghi capelli platinati. Insomma, che sia liscio, in versione «ragazza della porta accanto» o sfilato in versione bad girl, il carré è il taglio del momento. Il riconoscimento ufficiale arriva da un quotidiano prestigioso, il francese Le Figaro, che ieri gli ha dedicato un posto in prima pagina. In Italia l’ha appena sperimentato Laura Chiatti, una delle attrici giovani più glamour. A cambiarle il look, il famoso hairstylist Aldo Coppola, che l’ha voluta come sua testimonial (complice l’obiettivo di Oliviero Toscani), con un bellissimo carré ispirato al Giappone.
E se a Londra, New York e Parigi le giovani dai 18 ai 30 e oltre impazziscono (già da un po’) per questo taglio, in Italia sta prendendo piede adesso, spiega Coppola. Che, forse proprio per questo, ha inventato «Geronimo», versione allungata del carré, un po’ hippie un po’ apache.

Nato negli anni Venti con Coco Chanel, che fu la prima celebrità ad adottarlo insieme a Greta Garbo, questo taglio elegante, chic e deciso al tempo stesso, torna ad affascinare le donne di oggi, dopo un vero e proprio boom a metà anni Sessanta. Gli anni di Mary Quant e delle minigonne, quando in Italia i Vergottini tagliavano i capelli a Caterina Caselli e a Raffaella Carrà. Gli anni in cui il carré divenne un simbolo di contestazione e di rottura. Quando, racconta Coppola, «andavano gonfi in alto con le punte lunghe, risvoltate all’insù, e le signore uscendo dai locali si mettevano in bocca gli angoli per farli cadere meglio». Simbolo da sempre di una femminilità e di una personalità forte e decisa, il carré insieme al suo alter ego, il caschetto («Il primo corto dietro e più lungo davanti: dalla bocca alla nuca o dal mento che sfiora le spalle. Il secondo alla paggetto: stondato davanti con geometrie nette»), è tornato prima a invadere le passerelle della moda, poi le teste delle celebrità (pioniere, lo scorso anno, Madonna e Linda Evangelista), e ora anche le nostre strade. Ieri Vidal Sassoon e i Vergottini, oggi Coppola a Milano, Ishi a New York, Taylor Taylor a Londra, Michel Brosseau a Parigi. Sono loro i maestri del carré. Naturalmente in versione contemporanea, perché «se ieri era rigido, da “Orsoline”, oggi è fluido, fatto di geometrie che volano». In una parola: più sportivo.

«Prima erano per l’élite, ora sono per la massa», sintetizza Aldo Coppola, che nei suoi saloni carré e caschetti li ha già rilanciati da qualche tempo. E oggi continua a crearne, con le sue celebri forbici, sulle teste di donne di ogni età. «Perché l’età non conta, conta sempre e soprattutto la fisionomia del viso».