L’ultimo sogno di Beatrice

Il papà di una bimba genovese ringrazia Roma per avere regalato una gioia alla figlia

Beatrice sognava un appartamento ai Parioli. Ma siccome abitava a Genova, si immaginava un attico superlusso per la sua Barbie preferita, che parlava romanesco più di Totti, mentre per le altre con la sua fantasia aveva comprato casa al testaccio o a Trastevere. Beatrice non c’è più, ma il suo sogno da innamorata di Roma, si è avverato. E la sua storia la racconta oggi il papà di Beatrice, affidandola al maggiore quotidiano della Capitale.
«Carissimo signor sindaco, prima di tutto mi scuso per il disturbo che le posso arrecare. Io mi chiamo Cremonini Ivano e le scrivo da Genova, da dove vivo in via Vesuvio 42, perché vorrei ringraziarLa di cuore e di seguito Le spiego il perché». Inizia così la lettera pubblicata da «Il Messaggero». «Io sono il padre di una bambina bellissima di nome Beatrice - continua la lettera - che purtroppo dopo una terribile malattia, a nove anni, il 21 luglio di quest'anno è mancata per sempre il nostro amore. Beatrice pur non essendoci mai stata, era innamorata della vostra splendida città, dei romani e del romanesco (e di Totti anche se era juventina). Pensi che la sua Barbie preferita la faceva parlare in dialetto romano e la loro casa era nel quartiere Parioli, mentre le altre abitavano al testaccio o a Trastevere. Verso fine maggio scorso siamo venuti in camper a visitare finalmente la vostra meravigliosa Roma, purtroppo è anche stata l'ultima gita che abbiamo fatto. Vorrei ringraziare Lei, signor sindaco per la gentilezza e la simpatia di tutti i romani, per la cortesia e il buon cuore dei vigili urbani, e di tutti gli addetti agli ingressi dei monumenti, per la simpatia dei venditori di ricordini e in particolare un addetto alla biglietteria del Colosseo che spiegatogli che mia figlia era neutroperica (priva di difese immunitarie) ci ha evitato la coda facendoci accomodare ad una cassa dove non c'era nessuno». «Vorrei anche ringraziare Roma tutta - conclude la lettera - perché ha lasciato una traccia indelebile nel cuore di una bambina rendendola felice immensamente e lasciando a me un ricordo felice in più al quale posso appoggiarmi nei mie momenti tristi ».