«L’ultrà del motorino» a processo per gli incidenti all’euroderby

Saronni rinviato a giudizio con altri due tifosi ma per la difesa non è lui quello ripreso nel filmato

Stefano Zurlo

C’è voluto un mese e più dal giorno in cui l’avevano arrestato e scaraventato sulle prime pagine dei giornali sotto un titolo che era peggio di una sentenza: l’ultrà del motorino ancora nei guai. Poi la cassetta che inchioderebbe Matteo Saronni alle sue responsabilità è faticosamente saltata fuori. Una cassetta double face: per la Digos non ci sono dubbi, Saronni era fra i gli ultrà nerazzurri che trasformarono il 12 aprile scorso il secondo tempo del derby di Champions league in una notte da D-day. Per l’avvocato Ermanno Gorpia, invece, non c’è il minimo dubbio che la polizia abbia preso un abbaglio.
Ora il pm Fabio Roia, titolare dell’inchiesta su quella serata sciagurata, ha rotto gli indugi: Saronni sarà processato, probabilmente a fine anno con altri due presunti hooligan, Marco Piovella e Giovanni Aglio. Il decreto con citazione diretta degli imputati, e salto dell’udienza preliminare, è stato inviato agli interessati. In aula, con ogni probabilità sarà una perizia sui dati antropometrici a stabilire quale delle due scuole di pensiero abbia visto giusto. Innocentisti e colpevolisti si inchineranno ai risultati della tecnica.
Una girandola, da perderci la testa, di giudici, timbri, ricorsi, provvedimenti sovrapposti e accatastati l’uno sull’altro dai magistrati di Milano, Bergamo, Brescia: l’enigma non è stato risolto. Il Tribunale della libertà di Milano, da ultimo, ha deciso elegantemente di pattinare sulle forme e la procedura senza dire una volta per tutte se l’arresto fosse giusto o no. E con questa mossa asettica il cerino è stato restituito al Pm: Roia ha chiuso l’inchiesta e spedito Saronni a processo.
Dietro la forma s’intravede però la sostanza. Le foto che avrebbero dovuto inchiodare Saronni sembrano non mantenere la promessa. Non chiariscono. La cassetta che dovrebbe essere il pilastro dell’arresto dimostra a sua volta (...)

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