L’Umberto I annaspa nei debiti ma trova i soldi per fare un film

Un film già visto. Praticamente una terza visione. Il titolo? «Il passivo pluriennale del Policlinico Umberto I». Dalla relazione annuale che accompagna il bilancio dell’anno scorso, ultimata il 3 luglio, viene fuori uno stato patrimoniale ricco solo di debiti. Oltre 630milioni di euro ai quali si dovranno aggiungere pure gli scostamenti periodici tra il budget erogato dalla Regione (circa 40 milioni l’anno) e le spese vive. Almeno il doppio stando ai conteggi riportati. Eppure proprio il nosocomio universitario è protagonista, come «paradigma della sanità italiana», del lungometraggio di Carlo Lizzani Sistema Italia. Made in Italy su passato, presente e futuro dell’istituzione ospedaliera. Perché il regista ha «scritturato» proprio il Policlinico? Semplice: il general manager Ubaldo Montaguti ha finanziato con 134mila euro l’operazione: 120mila euro per l’edizione italiana, altri 14mila per la redazione dei sottotitoli delle versioni in inglese, francese, spagnolo, portoghese, hindi, cinese e arabo. E il guadagno di un tale bizzarro investimento? La risposta sta nei termini dell’atto sottoscritto da Montaguti: «I costi sostenuti promuoveranno un’immagine favorevole al Policlinico pubblicizzandone nome, attività, obiettivi e progresso scientifico». Una convinzione che lo induce a chiedere al Collegio dei sindaci revisori che «tale spesa possa essere messa in relazione con i costi pluriennali che l’azienda sosterrà in futuro con la ristrutturazione».
Ma questo non è certo l’unico investimento in immagine del’Umberto I. Annualmente vengono messi in cantiere almeno 40mila euro di spese pubblicitarie che si sommano ai costi per la redazione de Il periodico (una rivista patinata elaborata dall’ufficio stampa) e alla brochure sul nosocomio distribuita annualmente con gli elenchi del telefono assieme alle «Pagine utili». Per conoscere gli importi degli stanziamenti bisognerà vedere i capitoli di spesa presenti nelle pieghe della relazione del bilancio annuale. Intanto ci dovremmo accontentare - si fa per dire - di conoscere i dettagli delle passività: un colpo basso. Il Policlinico per l’anno corrente vanta debiti per 599 milioni di euro nei confronti dei soli fornitori ospedalieri e farmaceutici, altri 105mila verso alcune Asl romane per prestazioni sanitarie extra, oltre a debiti tributari e istituti di previdenza. Senza contare che tra breve arriveranno a battere cassa anche gli esattori dal Tar visto che il tribunale amministrativo ha condannato il Policlinico a pagare circa 500mila euro di fatture pregresse e interessi moratori. Un film di genere horror.