L’Ungheria vuole selezionare gli embrioni per sms

Il governo chiede l’opinione ai cittadini via cellulare su una legge che permetta di scegliere il sesso dal terzogenito in poi

Elena Jemmallo

da Milano

«È d’accordo che le coppie possano scegliere il sesso del terzo bambino?». La domanda arriva dalla tv e la risposta è da dare via sms. I protagonisti sono i cittadini ungheresi chiamati dal governo a dare la propria opinione. Niente a che vedere con un quesito referendario: l’esecutivo di Budapest non intende avviare una procedura legislativa sulla procreazione assistita. Al contrario, i promotori del sondaggio vogliono solamente iniziare un dibattito pubblico sul tema delicato della fecondazione assistita. L’iniziativa rientra nell’ambito di una nuova e più vasta campagna governativa che cerca di aumentare il consenso popolare tramite contatti diretti su vari temi generali che si suppone possano essere di interesse pubblico in vista delle elezioni politiche del 2006.
Una mossa studiata a tavolino dal governo di centrosinistra di Ferenc Gyurcsany, impegnato in una corsa disperata per raggiungere l’opposizione di destra di Viktor Orban, data per vincente da tutti i recenti sondaggi. Da qui l’idea della campagna attraverso sms a tappeto, che in questi giorni ha preso il via con il quesito sul sesso del terzo nascituro.
Per sei settimane consecutive, quindi, i cittadini possono mandare le loro risposte (basta un sì o un no) a domande pubblicate man mano sulla stampa locale e in televisione ad un numero indicato nell’annuncio. «Noi chiederemo l’opinione della gente sui problemi del futuro; questioni della società del ventunesimo secolo, sulle quali il governo non può decidere senza conoscere il parere prevalente nell’opinione pubblica», ha spiegato la portavoce del governo, Boglar Laszlo.
L’iniziativa, per ora, non sembra però aver suscitato l’interesse sperato: nei primi giorni della campagna sono arrivate poco più di 2 mila risposte (gli ungheresi sono circa 10 milioni). Ma tra queste la maggioranza (l’81 per cento) dei rispondenti era d’accordo con la possibilità di decidere il sesso del terzo bambino. Va detto che la legge attuale vieta ogni intervento del genere, anche se la procreazione assistita è legale. La portavoce non ha tuttavia voluto rispondere alle domande della stampa sui futuri temi per la campagna sms, anche se è ipotizzabile che i prossimi quesiti riguarderanno la pena di morte o la prostituzione, e si è anche rifiutata di commentare il basso numero finora delle risposte. «Faremo una valutazione complessiva alla fine della campagna», ha detto.
La scarsa attenzione dimostrata dalla poplazione ungherese verso il tema della fecondazione assistita è da collegare ai dati sulla natalità. L’Ungheria è tuttora un Paese con un saldo demografico negativo: il numero di nascite nei primi sei mesi del 2005 è cresciuto del 4 per cento, senza riuscire a colmare il gap negativo. I nuovi nati sono infatti 39.400, i morti 59.700.