L’UNICA IDEA ESSERE CONTRO

Genova, sempre quella che riesce a distinguersi. Genova non «una idea come un’altra» come cantava Paolo Conte, ma con idee che non hanno gli altri. Genova la città che riesce a trasformare i momenti di splendore in vigilie di terrore.
E sarà così anche per la visita di Papa Benedetto XVI: «Roba che si verifica ogni cent’anni, la visita di un Papa», come ha ricordato persino Don Andrea Gallo. Un momento di estrema spiritualità per i fedeli, ma anche un evento per una città intera che, se non vedesse nel Pontefice la propria guida spirituale, potrebbe comunque apprezzarne il suo valore nei confronti di una comunità, o nel più laico dei casi leggerla come la visita di un capo di Stato e vedere in questa visita solo un riflesso positivo per la città.
Se non fosse altro, chi vive e lavora a Genova può pensare a quale vetrina rappresenta per la nostra città una visita del genere? Come se non fossero bastati G8 e dintorni, il 17 maggio avremo un altro momento «contro». I centri sociali, accompagnati da alcuni docenti universitari, organizzano il primo «pride laico», lo vogliono a Genova e in concomitanza con il passaggio a Savona di Sua Santità, a poche ore dall’arrivo nel capoluogo ligure di Benedetto XVI. Come lo accoglieranno? Con una manifestazione per «quella Genova laica, atea, dei diritti di chi non vuole vivere in un Paese che imponga una morale religiosa».
Pensiero difficile da condividere, molto opinabile, però è tale e deve essere rispettato. Se non fosse che il momento scelto per farlo sembrerebbe segnare una mancanza di rispetto. Non tanto verso (...)
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