L’unico interesse è la lotta per il potere

Non si è ancora capito chi abbia nelle mani il governo della nazione, se il sindacato o uno qualsiasi dei partitini che compongono la coalizione di centrosinistra. Pare comunque escluso che a comandare sia Prodi. Ogni volta che parla è uno spettacolo di acrobazie lessicali, letterarie, mimiche e gestuali per riuscire a dir nulla. L’Europa ci sollecita a ridurre la spesa pubblica ed ecco che subito il governo si presta ad aumentare gli stipendi degli statali, già ottimi specie a fronte della loro dedizione e redditività operativa. Non abbiamo mai saputo che fine hanno fatto certe inchieste giudiziarie di parecchi anni fa, contro l’assenteismo dei dipendenti dei ministeri romani durante l’orario normale di lavoro, per andare a fare la spesa o altre incombenze esclusivamente personali. Son finite forse a tarallucci e vino? Comunque sia, il debito pubblico ormai è chiaro, va ridotto esclusivamente mediante il prelievo fiscale, poiché di riduzione della spesa pubblica nessuno ne vuol sentir parlare, figurarsi a metterci mano! Ci sono in ballo milioni di voti e, dopo il disastro alle amministrative, la sinistra è troppo impegnata a non scontentare i propri affezionati votanti statali. Oltre al problema statali c’è anche il nodo pensioni che perdono sempre più potere d’acquisto, milioni di persone vedono peggiorare inesorabilmente la loro condizione economica anno dopo anno. Tutti parlano bene della Thatcher, ma nessuno è in grado di imitarla. Il potere innanzitutto! Per il resto, campa cavallo...