«L’unico pericolo è il banale»: così Versace guarda al futuro

Milano Gabriel Aubry, fidanzato di Halle Berry, l’attrice che alla cerimonia di insediamento del presidente Obama vestirà Versace, esce per primo: vestito di bianco dalla testa ai piedi è l’emblema perfetto dell’uomo nuovo di Donatella che nasce con una preziosa eredità: essere Versace oltre il cento per cento.
Nelle sue stimmate non ci sono solo i codici della maison ma i sacri crismi d’eleganza di un soggetto contemporaneo lussuoso quanto basta per muoversi liberamente fra sensualità e carezze. E ovviamente certezze. «Perché se non è così non lo vogliamo» diceva la stilista prima di presentare un autunno-inverno che è un invito a investire su se stessi per non confondersi nel magma della banalità.
Il modo per farlo è a portata di mano anche se spesso è un percorso segreto che porta a scoprire all’interno del cappotto di cashmere, la preziosità di una fodera di visone intarsiato in due toni di grigio. Ma la morbidezza della maglia in filo di cincillà tricottato a mano (costerà al pubblico circa 1.200 euro) è evidente, la ricerca altrettanto quando sfilano i blouson in cashmere idrorepellente e si palesano giubbotti in pelle goffrata.
Il filo conduttore sono preziose stole di lapin che poggiano sul cuore e s’allacciano come un gilet. «La qualità non si discute così come non si discute la nostra identità» dichiara Donatella che pensa sia sbagliato, in un momento come questo, semplificare e sottrarre argomenti alla riconoscibilità e alla cosiddetta brand identity.
Giusto non ostentare ma quando si porta nel mondo un nome che fa parte della storia del made in Italy, ci vogliono solo verità: colori dal ghiaccio al grigio, dal cammello al caffè passando per un azzurro pavone e un rosso rubati alle tele di Francis Bacon, scarpe e stivaletti in struzzo o vitello madreperlato e una borsa in pellami pregiati dove ci sta anche il computer.
Piacerà questo stile a Barack Obama? Per il momento non è dato saperlo. Di sicuro alla designer piace lui perché gli ha fatto avere un messaggio augurale con queste parole: lei è il presidente di tutto il mondo.