L’unico sopravvissuto attacca il giudice: «Ma lei dà i numeri»

Urla e insulti dei familiari delle vittime alla lettura della sentenza: «È una vergogna»

da Milano

«Sta dando i numeri, dottore. Ecco la legge italiana qual è. Io ho fatto 45 interventi e lei li assolve». È l’unico sopravvissuto alla strage di Linate, Pasquale Padovano. L’unico che può urlare, con le lacrime che gli solcano il volto ricostruito dai medici. la propria rabbia a cinque anni di distanza da quel maledetto 8 ottobre 2001. «Si deve vergognare di essere italiano. Andate tutti a quel paese», sempre riferendosi al presidente. Nessuno, però, ha il coraggio di accusarlo di vilipendio alla Corte.
Non è l’unico a protestare, Padovano. Accanto a lui, in aula, c’è tutto il dolore, l’infinito senso di impotenza delle centinaia di parenti di quei 118 morti. Che al momento della lettura dei due dispositivi di sentenza da parte del presidente Renato Caccamo esplode. Due assoluzioni in questo processo suonano a loro come una beffa. E gridano, urlano i familiari delle vittime, tanto da indurre il presidente Renato Caccamo a interrompersi.
«Sono molto vicina ai familiari, perché troppe volte il dolore richiede anche delle posizioni che risarciscano, anche se il dolore non può essere risarcito», commenta il neo sindaco di Milano Letizia Moratti. «Posizioni - prosegue - che facciano comprendere in questo caso che la vita deve essere tutelata al massimo grado. Questo mi sento di dire».
Si dice «distrutto e senza parole», Paolo Pettinaroli, presidente del comitato dei familiari delle vittime, «Mi vengono a dire che il direttore di Linate, siccome non può essere considerato un dirigente, è innocente - afferma Pettinaroli -. Non ho parole... Fusco è stato l'uomo che, quando ancora noi parenti non sapevamo nulla, quel giorno ci disse “stiamo estraendo l'estraibile”. Peccato che, in mezzo a quell’estraibile, ci fosse anche mio figlio e i congiunti di questi poveretti che oggi hanno preso questa batosta. Allora dobbiamo dire che i veri colpevoli sono i nostri poveri cristi che erano su quell'aereo. È una vergogna. Questa sentenza è la dimostrazione che appena i media abbassano l'attenzione, questi fanno quello che vogliono».