L’unico superstite lotta per sopravvivere

da Erba (Como)

«Le condizioni del paziente sono gravi, ma stazionarie». L’unico superstite della strage di Erba resta tra la vita e la morte. Mario Frigerio, 60 anni, è in terapia intensiva all’ospedale Sant’Anna di Como.
Non sa che la moglie è stata vittima della furia assassina che ha straziato i corpi di Raffaella Castagna, del piccolo Youssef e della nonna Paola Gatti. Frigerio in questi momenti combatte soltanto per sopravvivere. Lo ha fatto sapere pochi minuti fa Gianpietro Elli addetto stampa del Sant'Anna. Secondo quanto riferisce il responsabile per i rapporti con la stampa, «ieri notte è stato sottoposto a intervento chirurgico dall'equipe medica diretta dal primario di chirurgia generale, dottor Capretti. Al momento è ricoverato nel reparto di Anestesia 2.
Le condizioni sono serie e il paziente è in prognosi riservata». Sempre secondo Giampietro Elli «sino a stamattina non sono previste particolari evoluzioni e il paziente è costantemente monitorato e sedato. Sia chiaro - conclude il portavoce - che si intende condizioni stazionarie rispetto a questa mattina la prognosi è e resta riservata. Le condizioni sono serie».
Frigerio è l'unico che può raccontare cosa davvero è accaduto lunedì sera in quel bilocale al primo piano della vecchia cascina ristrutturata di via Diaz e gli inquirenti fremono per poter sentire la sua versione. Si sa solo che l’uomo sarebbe intervenuto quando ha sentito le urla provenienti dall’appartamento dei vicini.
Con Frigerio c'era anche la moglie Valeria Cherubini, 50 anni, una delle tre donne sgozzate insieme al piccolo Youssef di soli due anni. Sui loro corpi, così come su quelli della mamma di Youssef, Raffaella Castagna, e della nonna Paola Gatti inizierà oggi il lavoro dell'anatomopatologo incaricato dalla Procura di Como per lo svolgimento delle autopsie.
Entro sera il medico legale potrà fornire agli inquirenti le prime risposte per chiarire quantomeno le cause dei decessi. Sicuramente tutti i corpi sono martoriati dalle fiamme e presentano molte ferite da arma da taglio. Tutte, poi, sarebbero state sgozzate con ferocia inaudita.
Dagli esami di oggi si potrà soprattutto capire se ad agire sia stata una sola persona o se in quel bilocale sono entrate più persone. Per tutta la giornata di ieri sono proseguiti, intanto, i sopralluoghi all'interno della casa dell'orrore con il contributo del reparto dei carabinieri dei Ris di Parma. Gli inquirenti hanno esaminato a fondo la scena del crimine: dal divano del soggiorno su cui è stato trovato il piccolo Youssef, due anni, alla stanza vicina dove si trovava il cadavere della mamma Raffaella Castagna.