L’unico testimone rischia di perdere la memoria

Ancora gravi le sue condizioni I carabinieri nella casa dell’orrore: «I vicini parlino»

da Erba (Como)

Dalla finestra sul cortile si vede sempre tutto. Eppure, stavolta, nella casa di ringhiera dove filtrano sempre le grida delle liti tra moglie e marito, le urla del massacro non sono arrivate. I carabinieri sono convinti che sia impossibile. I vicini di Raffaella Castagna e del marito Azouz Marzouk devono aver visto o sentito qualcosa. Per questo ieri pomeriggio sono tornati nella palazzina di via Diaz dove lunedì sera Raffaella è stata massacrata con il suo bambino di due anni, la nonna del piccolo e una vicina di casa. Un’altra ora di sopralluogo. «Questa casa la smontiamo pezzo per pezzo», dice uno degli uomini in divisa un collega. In quella casa c’è il perché e il per come della carneficina di quattro persone.
Non sono solo i reperti sui quali stanno lavorando i Ris di Parma, le macchie di sangue, i segni dell’incendio appiccato dopo il massacro. Ma ci sono anche i vicini, almeno quelli che vivono nello stesso corpo di Raffaella Castagna e della vicina Valeria Cherubini. Forse la maggior parte dice la verità, che non ha sentito nulla. Ma forse qualcuno di loro non ha detto tutto. È dalla casa che si riparte per cercare di capire chi è la mano che ha ucciso. Da lì e dall’ospedale di Como dove è ricoverato Mario Frigerio, il marito di Valeria, l’unico sopravvissuto al massacro. Non è in pericolo di vita, ma la sua prognosi è sempre riservata perché ieri ha avuto un ulteriore peggioramento. Visto il modo in cui l’hanno ridotto è vivo per miracolo, solo perché la coltellata non ha centrato la carotide. Ma ha comunque perso molto sangue e i medici della rianimazione si aspettavano complicazioni. Ora l’uomo rischia di perdere la memoria. La salma di sua moglie, di Raffaella, della mamma Paola e del piccolo Youssef sono ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. I funerali non sono ancora stati fissati. E finché non arriveranno particolari rilevanti per le indagini, i corpi resteranno all’obitorio per cercare risposte che ancora non arrivano.