L’Unione bacchetta Ferrante: prenda le distanze da Albertini

Fanzago: «Deve sottolineare meglio la discontinuità. Forniremo proposte per il programma»

Chiara Campo

L’Unione ha «raddrizzato» Bruno Ferrante. Ricordangogli, se gli fosse sfuggito, che deve orientarsi a centrosinistra. A neanche un mese dall’investitura delle primarie, i motivi di discussione tra il candidato sindaco e i partiti che rappresenta non sono mancati: dal semaforo rosso sulla lista civica alla levata di scudi contro la sua intenzione di accorpare, in caso di vittoria alle urne, sia la carica di sindaco che di assessore alla Cultura. E ieri mattina è uscito con le ossa rotte anche dall’incontro con ventidue consiglieri comunali di opposizione (solo due gli assenti). Un faccia a faccia nella sede dei gruppi del centrosinistra in via Marino 7 iniziato intorno alle 9.30 e durato circa due ore, in cui specialmente il capogruppo di Miracolo a Milano, Basilio Rizzo, ha bacchettato l’ex prefetto per gli elogi rivolti al sindaco Gabriele Albertini in occasione della prima uscita pubblica da candidato dell’Unione. Ferrante aveva ammesso che Albertini è stato «un amministratore onesto e corretto», e non si era trattenuto neanche dall’elencare le cose buone realizzate dal sindaco della Cdl: dalla ristrutturazione della Scala «in tempi rapidi e con efficienza» al «sistema di depurazione delle acque». Ma Rizzo, in sostenza, gli ha fatto notare che mentre la Moratti fa di tutto per smarcarsi sia da Berlusconi sia da Albertini, è a maggior ragione l’Unione che dovrebbe sottolineare il proprio carattere di discontinuità. Critiche condivise dal capogruppo della Margherita Andrea Fanzago: «Gli abbiamo suggerito di prendere le distanze da Albertini, altrimenti sembrerà che l’unica discontinuità sia quella proposta dalla candidata della Cdl Letizia Moratti». Passi insomma, se gli sfugge, qualche apprezzamento, «ma stia attento a non far diventare quella di Albertini la nostra linea politica». Ferrante si sarebbe giustificato con il tentativo di attirare i voti di quella fetta di indecisi che alle passate amministrative aveva votato per la Cdl. E rispondendo in serata ai giornalisti, si è limitato a considerare che «la discontinuità c’è, è nei fatti. La continuità con Albertini è nel centrodestra».
Al centro dell’incontro con i consiglieri c’è stata una visione d’insieme dei problemi prioritari per la città, come la partecipazione delle zone, i rapporti con gli altri Comuni, l’aggiornamento dei servizi sociali, la gestione delle aziende pubbliche considerate «troppo influenzate dagli aspetti finanziari e poco da quelli sociali e di servizio». «Gli abbiamo suggerito di rilanciare il sostegno alle politiche del lavoro, per combattere la precarietà - aggiunge Fanzago -, di tener conto di alcuni contenuti della campagna nazionale dell’Unione e di estendere al massimo il metodo della partecipazione anche nella composizione del programma, raccogliendo le proposte dei consiglieri comunali». «Abbiamo messo la nostra esperienza a sua disposizione - riferisce il capogruppo del Prc Giovanni Occhi -, e abbiamo concordato di sviluppare alcuni punti che sottolineino la discontinuità con l’amministrazione in scadenza, specie sul piano urbanistico, dove criticheremo il progetto per Garibaldi-Repubblica, quello di Montecity Rogoredo e Citylife, al posto della vecchia Fiera».
Il capogruppo dei Ds Emanuele Fiano assicura che «tutti ci impegneremo per fornire a Ferrante gli strumenti che gli consentano di contraddire ciò che ha fatto Albertini e marcare quella discontinuità che anche la Moratti sta mettendo in campo. Ci concentreremo sui temi della mobilità, casa e inquinamento. Se e come proseguire circa le privatizzazioni, la questione è aperta». Ferrante fisserà un calendario di incontri tematici con i consiglieri, che glielo hanno chiesto, per arrivare insieme alla formazione del programma.