L’Unione divisa corteggia Lombardo per provare a conquistare la Sicilia

Marianna Bartoccelli

da Roma

Le cose certe sino a oggi sono le date. Il 20 novembre l’Unione affronterà per la seconda volta le primarie: questa volta in Sicilia per decidere il candidato governatore. Una decisione particolarmente importante se sono veri i sondaggi che danno la forbice tra i due Poli ridotta al punto che la sinistra si sente in corsa se sceglie un buon candidato.
Altra data certa sono le elezioni per il sindaco a Messina, il 27 e 28 novembre prossimo. La città roccaforte del centrodestra sarà teatro di un nuovo esperimento, quello del terzo Polo. Oltre ai due candidati già da tempo annunziati, Luigi Ragno di An (figlio del senatore) sostenuto dalla Cdl e Francantonio Genovese, della Margherita, (nipote del potente Dc Nino Gullotti) sostenuto dall’Unione, ci sarà un terzo candidato, Nunzio Romeo, sostenuto dall’Mpa di Raffaele Lombardo, ma anche da Alleanza siciliana, il movimento fondato da Nello Musumeci, vicesindaco di Catania uscito polemicamente da An.
Con la tecnica già usata a Catania, dove le liste di Lombardo hanno determinato la riconferma del sindaco di Forza Italia Umberto Scapagnini, sconfiggendo l’ex ministro Enzo Bianco, anche a Messina i due movimenti autonomisti presenteranno ben cinque liste e sarà un prova d’orchestra per il movimento di Lombardo prima di decidere se dare l’addio non soltanto all’Udc ma a tutto il centrodestra.
Messina servirà insomma a capire con più chiarezza che fare per le elezioni regionali, che sino a oggi sono fissate a dopo le politiche e in cui la destra confermerà il governatore Totò Cuffaro. Malgrado i dubbi dichiarati dallo stesso Lombardo e le numerose prese di posizione di Forza Italia i cui dirigenti hanno spesso sottolineato di non voler più «sacrificare la loro presenza politica».
Prima di Messina ci saranno però le primarie dell’Unione, dove si gioca una partita tripla tutta interna all’Unione, tra Ds e Margherita, dentro i Ds e tra i rutelliani e i prodiani in minoranza rappresentati ormai da Orlando e Bianco. Ma come sempre nelle cose siciliane c’è l’aspetto più nascosto. Il possibile sostegno al candidato del centrosinistra di Raffaele Lombardo e del suo movimento, che ormai in Sicilia sembra avere rastrellato almeno la metà dei voti dall’ormai famoso carniere dell’Udc. Sempre più spesso, del resto, Lombardo dichiara di non credere alla candidatura di Cuffaro da parte della Cdl e che ci sarà una nuova candidatura «espressione del Partito unico centralista romano». Il che significa che non esclude un travaso dei suoi voti al candidato del centrosinistra, soprattutto se questi è Ferdinando Latteri, rettore dell’università di Catania, fuoriuscito un anno fa dall’Udc e passato alla Margherita che ieri lo ha ufficialmente candidato alle primarie. Con Lombardo il rettore Latteri ha un rapporto di consolidata amicizia personale e molti scommettono che il suo è il nome giusto per convincere quelli del Mpa, il movimento di Lombardo, a dare un sostegno decisivo al centrosinistra. Certamente questo è uno dei motivi per cui la Margherita insiste nel porre questa candidatura che si opporrebbe così a quella di Rita Borsellino (la sorella del magistrato assassinato) proposta dai piccoli partiti di sinistra e accolta molto favorevolmente da una parte dei Ds, Claudio Fava in testa. I Ds si riuniranno domani per decidere definitivamente se dare sostegno al candidato della Margherita (che continua a difendere il suo diritto a scegliere secondo un piano di ripartizione nazionale stabilito a Roma), se invece puntare sulla Borsellino o designare un proprio candidato, che per molti dovrebbe essere l’attuale segretario regionale, Angelo Capodicasa, l’unico ex comunista a essere stato (anche se per ribaltoni vari) presidente della Regione. La candidatura di Capodicasa è vista da molti come un depotenziamento di quella di Rita Borsellino. Lo zoccolo duro degli elettori diessini voterebbe infatti per il proprio segretario. E questo potrebbe dare una chance in più al candidato moderato dell’Unione, Latteri. Le primarie tra la Borsellino e Latteri sono già cominciate a prescindere da quello che decideranno i Ds: i sostenitori del rettore hanno dato il via all’invio degli sms e sono nati, nel giro di 24 ore, 100 comitati per Latteri presidente, soprattutto nella Sicilia orientale.