L’Unione fa a «Bot» sulle rendite Bertinotti smentisce il Professore

Il leader Prc: «Imposta al 20% sopra i 100mila euro». Visco: «Basta il 19%». Letta: solo per i buoni di nuova emissione

da Roma

Sulla tassazione dei Bot Romano Prodi smentisce, ma non chiarisce. I suoi alleati del centrosinistra - da Bertinotti che parla di prelievo del 20% sopra i 100mila euro a Mastella che invece esclude ogni aggravio - aggiungono confusione a confusione. Insomma la patata fiscale resta sempre caldissima in mano all’Unione, e Giulio Tremonti ha gioco facile nell’annunciare che «Prodi sta preparando una colossale stangata, la Parmalat di primavera per gli elettori».
Il candidato premier del centrosinistra si rivolge direttamente ai risparmiatori, dicendo loro: «State tranquilli, nessuno è così sprovveduto da pensare di danneggiarvi; è la destra che semina notizie false creando turbative ed incertezze». Ma poi Prodi aggiunge, riferendosi al ripristino dell’imposta di successione: «Saranno tassate solo le grandi fortune, non saranno sottoposti alla tassa di successione i ceti piccoli e medi». Che cosa vuol dire il Professore? In tv, nel dibattito con Berlusconi, aveva parlato di un limite di 350mila euro per l’esenzione dall’imposta: il valore di un appartamento di periferia in una media città italiana. Grande fortuna è sopra i 350mila euro? Gli elettori attendono spiegazioni.
La confusione non riguarda soltanto l’imposta di successione. Anche la cosiddetta armonizzazione delle tasse sulle rendite finanziarie è sprofondata nella melassa elettorale. Dice Fausto Bertinotti: «Sulla tassazione dei Bot si può introdurre una fascia di salvaguardia, nell’ordine dei 100mila euro. Con tale tetto si tutelerebbero le rendite dei piccoli risparmiatori, che continuerebbero a pagare un’aliquota del 12,50%. Per il resto - aggiunge il leader di Rifondazione - sono favorevole ad un allineamento al 20%, o un po’di più». Vincenzo Visco, inventore dell’Irap, si accontenta di un 19%. Sull’estrema opposta, Clemente Mastella interpreta così la questione: «Se si volesse introdurre la tassazione dei Bot, il governo Prodi cadrebbe prima ancora di nascere. Si tratta di ipotesi false - afferma il leader dell’Udeur - messe in giro dal centrodestra per screditare il programma dell’Unione: ho parlato personalmente con Prodi, che mi ha assicurato che ciò non accadrà». Fra il 20% «o poco più» di Bertinotti e il niente di Mastella, ce ne corre.
Cerca di tranquillizzare gli elettori Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, ricordando che la nuova tassazione riguarderebbe soltanto le nuove emissioni. Ma sarà davvero così? È possibile una doppia tassazione su uno stesso prodotto finanziario (ad esempio, un Btp dieci anni pre o post riforma fiscale)? Che impatto potrebbe avere una situazione del genere sul mercato secondario dei titoli di Stato? Tutte domande alle quali il centrosinistra non risponde. «Se la tassazione riguarda solo le emissioni future - avverte Tremonti, rivolto a Letta - non prendete una lira: o dite una balla colossale, o si sta preparando una stangata».
Il ministro dell’Economia calcola in 100-200 milioni l’entrata ulteriore che si avrebbe aumentando l’aliquota solo sui titoli di nuova emissione, contro i 2 miliardi e mezzo di euro che servono per finanziare, in parte, la promessa di taglio del cuneo fiscale a favore delle imprese. «Perché non dite come troverete i 10 miliardi necessari per ridurre di 5 punti il cuneo? Tacendo - attacca Tremonti - truffate gli elettori». La convinzione della Cdl è che il centrosinistra stia preparando una stangata fiscale. «In caso di vittoria - sostiene Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare - Prodi dovrà onorare il patto con Bertinotti, che prevede l’incremento della tassazione sui patrimoni». Ed anche la riforma del mercato del lavoro è a rischio: «La legge Biagi va cancellata, non è possibile intervenire altrimenti», afferma il leader comunista Oliviero Diliberto.