L’Unione fa il test al programma ma a vincere sono le divisioni

Antonio Signorini

da Roma

Per l’evento è tutto pronto. La convention sul programma dell’Unione si terrà al teatro Eliseo; sarà praticamente un one man show di Romano Prodi, con il supporto di un presentatore pescato tra i personaggi dello spettacolo che simpatizzano per il centrosinistra. Probabilmente l’attrice Ottavia Piccolo. A tre giorni dal momento della verità, manca solo il protagonista: il programma. Il compromesso raggiunto nei vari tavoli tecnici nelle settimane scorse traballa e la festa rischia di essere rovinata da un’offensiva di comunisti, verdi e Rosa nel pugno che è stata denunciata dai leader di Ds e Margherita Piero Fassino e Francesco Rutelli, preoccupati per una deriva radicale della coalizione.
Ieri si è tenuta quella che sarebbe dovuta essere l’ultima riunione tra i rappresentanti dei partiti sul programma. Ma i nodi non sono stati sciolti. Non sono state superate le divisioni emerse nelle ultime settimane, come quelle tra cattolici e laici sui Pacs e le unioni civili. L’opposizione dell’Udeur e della Margherita ha fatto naufragare l’intesa, rinviata a una nuova riunione che si terrà oggi. «Noi manteniamo ferma la nostra posizione». La mediazione sulla base dell’equiparazione tra coppie etero e omosessuali «è impossibile», ha spiegato il coordinatore della segreteria del Campanile Mauro Fabris. Di diverso avviso il Ds Luciano Violante e il segretario del Prc Fausto Bertinotti, secondo il quale «Nel programma dell’Unione il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto è inequivoco». «Il problema, è che la sinistra si è troppo ruinizzata», commenta Roberto Villetti della Rosa nel pugno.
Ma si sono anche riaperte vecchie ferite come il nucleare e la legge Biagi. «La voglio cancellare» ha ammesso ieri il segretario dei comunisti italiani Oliviero Diliberto, rimettendo in discussione il difficile equilibrio raggiunto tra sinistra moderata e Rifondazione comunista sul «superamento». Equilibrio al quale i Ds non vogliono invece rinunciare: «Per quanto mi riguarda - ha replicato il responsabile Lavoro della Quercia Cesare Damiano - sulla legge 30, dopo anni di lavoro tra i partiti del centrosinistra e dopo un confronto serrato negli ultimi mesi al tavolo del programma si è giunti a un importante compromesso sul superamento e la cancellazione delle forme di lavoro precarizzanti». È scontro anche sulla scuola, con la Rosa nel pugno decisa a difendere il ruolo della pubblica a scapito delle private. I verdi hanno invece chiesto cambiamenti a proposito delle politiche energetiche e ricerca nucleare. Tutte grane che, vista l’impossibilità di un accordo sul merito, dovrebbero finire sul tavolo dei segretari di partito ai quali toccherà trovare un compromesso politico.
Più difficile risolvere i problemi extra programma. Rutelli e Fassino hanno deciso di fare fronte comune e sono andati da Prodi per denunciare l’iperattivismo di Prc, Pdci, verdi e anche Rosa nel pugno. Preoccupa una campagna elettorale fatta con idee come l’occupazione delle case sfitte o il sostegno a quelle proteste anti Tav che hanno parzialmente rovinato la festa per l’inizio delle olimpiadi invernali di Torino. In un’intervista radiofonica, Fassino non è nemmeno riuscito a nascondere il suo disagio per certe candidature di Rifondazione comunista, come quella del no global Francesco Caruso.
La preoccupazione di Rutelli è che la campagna elettorale dell’Unione sia dominata da posizioni estremistiche e che il centrodestra approfitti di questa situazione.