L’Unione ha già divorziato sui Pacs

Paola Setti

Inizia con Roberta Gasco dell’Udeur che dice parolacce a Nino Miceli dei Ds: «Non si fa così, adesso mi avete rotto il ...», e finisce con il centrosinistra della Regione che vota contro il centrosinistra della Provincia di Savona. Riassunta, la seduta del consiglio regionale si può raccontare così: i Pacs finiscono in discarica, in un tutti contro tutti che si aggrava di minuto in minuto.
Alle 10 il clima è già teso. Il giorno prima in Commissione è stata approvata la legge sui servizi sociali e socio sanitari che estende diritti e finanziamenti alle coppie di fatto. I Ds l’hanno fatta sporca: Luigi Cola aveva la delega di Udeur e Gente della Liguria, la lista di Burlando, e ha votato a favore anche per loro. «Solo che noi siamo contrari ai Pacs e i Ds lo sapevano» accusano Gasco e Luigi Patrone di GdL. Anche la Margherita si spacca, con Claudio Gustavino il capogruppo e Massimiliano Costa il vicepresidente padre della legge a dire che, nonostante la legge parli di cioppie, «non abbiamo cambiato la definizione di famiglia ma riconosciuto benefici alle singole persone» e Giovanni Paladini il consigliere dello stesso partito a opporsi: «Macché, questi sono i Pacs e io voterò contro».
Aggiunge benzina al fuoco Gianni Plinio il capogruppo di An, che annuncia strenuo ostruzionismo se non verrà approvato il suo emendamento che chiarisce che ad avere diritto ai servizi socio sanitari sono solo le famiglie intese in senso tradizionale, e rincara:: «Se Costa non vuole (...)