L’Unione mette la retromarcia sui ticket

da Roma

Retromarcia a scoppio ritardato. Non era bastato il travaglio lungo tre mesi al termine del quale è stata partorita una Finanziaria penalizzante per imprese e cittadini con provvedimenti che entravano e uscivano dall’articolato nell’arco di poche ore. La maggioranza dell’Unione è riuscita nell’impresa di inventare le abrogazioni a tempo di record.
Dopo il decreto che ha cancellato il comma-Fuda sulla prescrizione dei reati amministrativi prima che la legge di bilancio entrasse in vigore, ieri è stata la volta del ticket da 10 euro per alcune prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. È stato lo stesso presidente della commissione sanità di Palazzo Madama, Ignazio Marino, insieme alla collega Fiorenza Bassoli, a far passare un emendamento ad hoc all’interno del decreto milleproroghe. Insomma, i due esponenti diessini hanno prontamente modificato uno dei capisaldi della politica del ministro diessino della Salute, Livia Turco.
«È certo un buon risultato l’eliminazione del ticket da 10 euro. L’applicazione di queste misure ha permesso di capire che era necessaria una correzione di rotta», ha spiegato Marino. La crisi di consensi registrata dai Ds nei sondaggi successivi all’entrata in vigore della manovra deve aver suggerito il rapido dietrofront. L’emendamento, tuttavia, prevede che le Regioni possano «adottare altre misure di partecipazione al costo» o stipulare con il ministero della salute o dell’Economia un accordo che consenta di definire analoghi equilibri finanziari. L’obiettivo, infatti, resta invariato: bisognerà comunque reperire 811 milioni di euro nel 2007 e 834 milioni rispettivamente per il 2008 e il 2009.
«Ci siamo resi conto che si trattava di un tema molto sentito dai cittadini e che è necessario trovare strumenti nuovi. Con l’emendamento affidiamo alle Regioni il compito di individuare modalità alternative alla compartecipazione alla spesa sanitaria», ha concluso Marino. Sulla stessa lunghezza d’onda Bassoli. «L’applicazione del ticket - ha rilevato - ha suscitato un forte malcontento. Alcune Regioni, come quelle governate dal centrodestra, sono ricorse alla Corte Costituzionale». Di qui la necessaria modifica, al di là delle polemiche nei confronti dell’opposizione. L’assessorato alla Sanità della Regione Lombardia ha voluto precisare che «il Senato non ha affatto cancellato il ticket da dieci euro, ma ha detto alle Regioni: arrangiatevi ad applicarlo dove volete, basta che la somma dei ticket non cambi e sia sempre dieci euro». \