L’Unione muta davanti al monito del Quirinale

Un singolare silenzio da parte del centrosinistra ha accolto il monito del Quirinale sulla nuova ondata di intercettazioni telefoniche.
Solo il ministro della Giustizia Mastella ha pubblicamente plaudito l’intervento di Napolitano, apprezzato anche da Forza Italia, mentre nell’Unione tutti hanno taciuto. Certo, in serata la presidenza della Repubblica ha precisato che non c’era alcuna intenzione di entrare nel merito della vicenda Rai-Mediaset, ma solo una «affermazione di principio» sul rischio di diffusione di materiale processuale coperto da segreto.
Sta di fatto, però, che Napolitano guarda con preoccupazione al rischio di veder rinascere un clima girotondino (a sinistra) o barricadiero (a destra), che interrompa l’appena abbozzato dialogo tra i poli sulle regole elettorali. Solo il giorno prima, dalla Germania, il capo dello Stato aveva indirettamente incoraggiato l’inizio di disgelo sulle riforme avviato da Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Lo aveva fatto dichiarando la propria ammirazione per il «clima di rispetto reciproco» che guida in Germania il «confronto tra gli schieramenti», e che può sfociare persino, sia pure per periodi «eccezionali e temporanei», in accordi di grande coalizione.
Un apprezzamento che non ha nulla a che fare, come pure qualcuno in Italia lo ha interpretato, con una sponsorizzazione quirinalizia del sistema elettorale tedesco. L’auspicio del Colle è che, qualunque sia lo sbocco tecnico della trattativa, il dialogo si sviluppi e vada avanti. Senza essere stroncato da nuovi polveroni polemici.