L’Unione ora ha paura: fiducia sulla Finanziaria

Torna la tassa di successione per i patrimoni superiori al milione di euro. Irpef, nuove aliquote tra 30 e 45mila euro

Gian Battista Bozzo

da Roma

Torna, nel decreto fiscale, la tassa di successione. Coniuge e figli, e soltanto loro, saranno esenti fino a un valore catastale di un milione di euro, e sull’eventuale quota ulteriore pagheranno il 4%. Per gli altri soggetti nessuna franchigia, e aliquota fra il 6 e l’8%. Non è questa l’unica modifica al decreto fiscale approntata dal governo. Il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco annuncia una revisione delle aliquote Irpef a favore dei redditi medio-bassi, e una clausola di garanzia per chi dichiara fino a 40mila euro. Saltano anche le agevolazioni sul bollo per le nuove auto «euro 4», mentre diventa più gravosa a tassa di circolazione per le moto inquinanti.
Sul nuovo testo del decreto, riveduto e corretto, il governo porrà la questione di fiducia fra domani e venerdì. L’annuncio non è ancora ufficiale, ma fonti di maggioranza alla Camera danno il ricorso per scontato: troppi emendamenti in campo per rispettare i tempi, dicono. In realtà la maggior parte delle circa mille proposte di modifica è del centrosinistra: si tratta dunque di una fiducia per blindare il decreto dagli assalti della maggioranza. Solo per fare un esempio, ieri il rosapugnista Buglio ha votato, in commissione Lavoro di Montecitorio, contro gli aumenti dei contributi per gli autonomi e il passaggio del Tfr all’Inps. Mandando sotto la maggioranza.
Le principali modifiche al decreto fiscale sono annunciate da Visco in un’audizione in Parlamento. In sintesi, i parenti diretti pagheranno il 4% solo oltre la soglia di franchigia, fissata a un milione di euro. I parenti più lontano pagheranno il 6%, ma sull’intero valore dei beni; per tutti gli altri eredi l’aliquota sale all’8%. I valori di riferimento per gli immobili sono quelli catastali. «La toppa è peggiore del buco: le famiglie vengono comunque colpite», ribattono dal centrodestra. Visco preannuncia altri emendamenti sull’Irpef, per rimediare all’evidente discriminazione che colpisce i nuclei familiari con figli e reddito fra i 30mila e i 45mila euro. Altri emendamenti, annunciati dal ministro della Solidarietà Paolo Ferrero riguardano il 5 per mille, il servizio civile e gli stipendi dei magistrati.
Quanto alla nuova tassazione sulle rendite finanziarie - contenuta nelle legge delega, che prevede tempi assai più lunghi rispetto al decreto - Visco precisa che la nuova aliquota del 20% sarà applicata a tutti i redditi «maturati» dopo l’entrata in vigore del provvedimento. La formula non è chiarissima, forse perché una decisione definitiva non è stata ancora presa: nessun problema sui Bot (si tassano al 20% solo i nuovi titoli), restano rischi per Cct e Btp. Le cedole in scadenza dopo l’entrata in vigore della nuova aliquota verranno tassate al 12,50% o al 20%? I precedenti, ovvero la tassazione al 12,50% che sostituì l’esenzione, la fame di entrate fiscali, e l’opposizione dei sostituti d’imposta (le banche)alla doppia tassazione, fanno prevedere che le cedole successive verranno tassate al 20%. In forse, invece, il prelievo del 20% sugli affitti perché nell’immediato questa misura aprirebbe una falla di 1-2 miliardi, a meno che non si trovino sistemi sicuri per far emergere le locazioni in nero. I tecnici delle Finanze ci stanno lavorando, e Visco spera di portare «prestissimo» le novità in Parlamento. Visco, infine, stima che l’aumento delle entrate fiscali 2006 sarà pari al 7,4%, mentre la crescita economica potrebbe essere superiore all’1,6%. Quanto al 2007, il viceministro nega che la manovra abbia un impatto negativo superiore allo 0,2%. Di tutto questo il governo discuterà con il commissario Ue Joaquin Almunia, lunedì a Roma.