L’Unione si spacca in piazza Tienanmen

(...) Prima quella frase sulla necessità di ripristinare l’odio di classe. Ora quella dichiarazione domenicale a La7, sui govani di Tienanmen che, ma quale rivolta al regime comunista cinese, erano solo dei «poveretti sedotti da mitologie occidentali», condannata ieri anche da Pierluigi Castagnetti, vicepresidente della Camera, Margherita. Se ieri An ha chiesto agli altri candidati alle primarie, Marta Vincenzi e Stefano Zara, di prendere le distanze dal «pericoloso recidivo», Ronzitti non ha atteso solleciti. Carta e penna, ha definito «inaccettabile ed esecrabile la brutale repressione», condannando «la negazione dei diritti umani che si accompagna in quel Paese al più brutale sfruttamento del lavoro» ed esprimendo «la mia più netta condanna per quegli eventi in nome dei diritti di libertà, della dignità umana e del principio della non violenza, che sono per me valori permanenti e universali e che, ne sono certo, lo stesso Sanguineti ha a cuore, come più volte da lui ribadito». E se poi avesse cambiato idea, che per favore se lo tenga per sé.