L’Unione teme di bruciarsi «Sono slogan orribili, si respira troppa violenza»

Durissima condanna anche da Bertinotti. Ma il Pdci: «Non erano nostri militanti». La Cdl: che ne pensa il Prof?

Massimiliano Scafi

da Roma

«Quattro imbecilli, rispondo solo di quello che fanno i nostri militanti», taglia corto Oliviero Diliberto. Il segretario dei Comunisti italiani, l’unico partito presente al corteo dei Cobas, è finito nella bufera. «Chi grida certi slogan - sostiene - è un nemico della causa palestinese. Io però rispondo esclusivamente di quello che fa il Pdci, non di uno sparuto gruppo di teppisti». E proprio così, «imbecilli e teppisti», li chiama pure il ministro della Difesa Antonio Parisi. Ma stavolta la linea minimalista non passa nemmeno a sinistra. Dice Lanfranco Turci, Rnp: «Vorrei ricordare a Diliberto che imbecilli è una definizione elusiva. Quelli che hanno bruciato tre fantocci e gridato “10-100-1000 Nassirya” sono qualcosa di peggio. Invece di prendere le distanze dopo, non sarebbe il caso di guardarsi prima da certe compagnie?». Dice Giuseppe Caldarola, Ds: «È grave che un partito di governo partecipi a queste iniziative fingendo di non sapere che lì dentro c’è un coagulo di antisemistimo». Anche il vicepremier D’Alema condanna: «Un’offesa alla democrazia». E Walter Veltroni: «Chi vuole davvero la pace in Medio Oriente deve essere solidale con il diritto di Israele alla sicurezza».
Rifondazione intanto si chiama fuori. Franco Giordano, il segretario, «condanna duramente un atto non pacifista». Gennaro Migliore, il capogruppo, precisa che «noi non avremmo mai partecipato a un corteo del genere». E Fausto Bertinotti, promettendo «rapide informazioni su questi fatti», sospende brevemente l’esame della Finanziaria. «È una frase così orribile - commenta il presidente della Camera - da essere indicibile in un luogo in cui ci si possa confrontare. Una frase incompatibile con la convivenza civile. Non è permesso gettare benzina sul fuoco. Ci sono troppi grumi di violenza, troppe espressioni incontrollate. Se poi a essere colpiti sono dei simboli identitari, allora è ancora peggio». Dunque il Pdci è isolato. «Noi non siamo contro Israele», si difende Marco Rizzo, che ha sfilato con la kefiah sulle spalle. Mentre Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti, invita «non confonderci con un manipolo di imbecilli».
Spiegazioni che non convincono il centrodestra. «È un episodio inqualificabile - afferma Paolo Bonaiuti - reso ancora peggiore dalla presenza di alcuni esponenti della maggioranza». «È troppo facile - commenta Michele Vietti, portavoce Udc - liquidare tutto con un’alzata di spalle. Gli slogan e i roghi sono gravissimi e la presenza di esponenti della maggioranza finisce per avallarli». Salvatore Cicu, Forza Italia, chiede che «il governo riferisca su quanto accaduto». Per Maurizio Gasparri si tratta di «apologia di reato. ora voglio sapere cos’ha dire Prodi». Per Antonio Tajani è «una vergogna che nelle strade di Roma si possa impunemente offendere i martiri di Nassirya». E per Gaetano Quagliariello su Nassirya l’Unione ha ancora un atteggiamento ambiguo. Nei giorni scorsi il senatore di Fi ha presentato una proposta di legge per dedicare il 12 dicembre alle vittime del terrorismo: tra i 50 parlamentari che finora hanno aderito, ce ne sono alcuni del centrosinistra, tra cui Antonio Maccanico. «Approvare questa legge sarebbe un modo per dimostrare la lontananza della sinistra da certi slogan», dice Quagliariello. Ma pochi giorni dopo due senatori della maggioranza hanno depositato una proposta identica ma con un’altra data, il due dicembre. Amareggiato anche Gideon Meir, ambasciatore israeliano: «È il risultato della combinazione tra odio e ignoranza che non fa altro che incoraggiare ulteriormente gli estremisti. Ciò che ostacola la pace sono il terrorismo e il fanatismo di Hamas che vuole la distruzione di Israele».