L’Unione viaggia perché non ha meta

Caro Massimiliano, «l’esperienza cinese» del presidente della Regione Burlando ci ha regalato non pochi dubbi ed una certezza: la Liguria non ha un progetto economico di sviluppo e di crescita sui marcati. «Tasta» in modo palmare ora la Cina domani l’Argentina e ieri l’Uruguay sperando nella Divina Provvidenza. Questo atteggiamento deve sortire l’effetto di unire e rinfrancare lo spogliatoio del centrodestra regionale e comunale in vista delle prossime battaglie. Le recenti improvvisazioni politiche di Regione e Comune dovrebbero convincere anche i più scettici della debolezza del progetto politico delle amministrazioni.
Sulla scia di queste considerazioni condivido con te l’estrema necessità di formalizzare e proporre alla gente, da subito, i nostri candidati per le comunali e provinciali ormai alle porte. Il modo di agire ed i risultati della coppia Pericu & Burlando durante la «vacanza premio in Cina» sono la piattaforma sulla quale costruire l’opposizione nei prossimi mesi. In questo momento la gente a Genova è disorientata. Non sa a chi credere. Viaggio proficuo o gita di piacere? È in questa situazione quindi che si esalta la comunicazione del messaggio politico come vero elemento in grado di fare la differenza. Lo sport del gioco delle parti, a qualcuno purtroppo caro, bisogna assolutamente evitarlo il «collegio 10» è all’orizzonte. Non mi stancherò mai di ripeterlo: il centrodestra a Genova ed in Liguria è opposizione e non maggioranza. Pertanto giocare a guardia e ladri, come fa il centrosinistra vedi nella fattispecie il duello Margini-Vincenzi, a noi non fa bene. Lo status quo ci manda indietro nella politica del quotidiano.
Personalmente rimango dell’idea che il «Contratto con i genovesi» sarebbe un’ottima cosa per evidenziare la nostra differenza rispetto alle vuote parole del centrosinistra. Un chiaro e trasparente accordo con la cittadinanza sulle priorità delle cose fare. (Sabato pomeriggio ero sull’autostrada a Pietra Ligure quando si è sviluppato l’incendio a Spotorno, la nostra rete autostradale è al collasso!)
La cosa che conta è che dobbiamo essere noi i promotori del quaderno Genova. Noi dobbiamo sviluppare una nuova fase politica in grado di creare valore per i cittadini. A noi spetta la fase propositiva specie in un momento di grande empasse del centrosinistra in quanto lacerato dalle polemiche e dal dilemma Margini o Vincenzi. Idee, progetti ed uomini viaggiano di pari passo dove tutto è terribilmente collegato. Credere di far precedere i progetti agli uomini è folle. Altrettanto di casi per chi ritiene più importanti gli uomini a prescindere da quello che hanno in testa. La gente deve sapere da subito chi fa cosa ed avere bene in mente la scala delle priorità per la città. Uscire dal limbo è scomodo certo, rischioso, ma come dici giustamente tu «a sette-otto mesi dalle elezioni, elezioni vincibili, non si hanno nemmeno i candidati del centrodestra….». A Genova, per chi fa opposizione, copiare il centrosinistra nella strategia del ragionamento politico è demenziale e totalmente impregnato di miopia di politica. Per vincere non serve la clava, ma solo una buona dose di rispetto per la gente che vota. Proprio quel rispetto che il centrosinistra di casa nostra ha calpestato con «le gite intorno al mondo».
* Per la Liguria - Lista Biasotti