L’Unione vuole introdurre la tassa sulla gioventù «Sei mesi di volontariato civile obbligatorio»

Il promotore Realacci (Dl): «Prodi condivide questa sensibilità». Fi: «Un passo indietro»

Silvia Marchetti

da Roma

La furia «disfattista» dell’Unione - intenzionata ad azzerare tutte le leggi targate Cdl - non conosce limiti, nemmeno nella sfera del paradosso. La Cdl ha abolito la leva militare, ma il centrosinistra continua ad avere nostalgie del servizio civile obbligatorio. E qualora salirà al governo, promette di reintrodurre la naia «sociale» per i giovani. L’iniziativa non è targata Rifondazione, bensì Margherita. Ermete Realacci è il primo firmatario di una proposta di legge già depositata alla Camera volta a «estendere il volontariato civile» rendendolo «obbligatorio per sei mesi».
L’occasione per affrontare l’argomento è il primo workshop post-estivo della Margherita organizzato a Firenze, dove Franceso Rutelli e i suoi uomini, esponenti di Legambiente, della Protezione civile e delle Acli hanno parlato di volontariato e di coesione sociale. Il futuro della nostra società, secondo Realacci (che è anche presidente di Legambiente), è racchiuso nel servizio civile, «risorsa strategica per il Paese». A «stuzzicare» la voglia di «sociale» dei Dl, il ciclone che ha piegato gli Usa, le elevate adesioni al volontariato (50mila nel 2005) e un sondaggio Ipsos secondo il quale il 70% degli italiani è favorevole al servizio civile obbligatorio. Il ritorno della naia avrebbe il placet di Prodi: «Anche lui - garantisce Realacci - condivide questa sensibilità e incentrerà sul tema uno degli appuntamenti della Fabbrica del Programma». Ma la battaglia inizierà già con la prossima Finanziaria, alla ricerca di «maggiori risorse per il servizio civile». Per il momento, tuttavia, il centro-sinistra dovrà convincere i «destinatari» della leva civile: secondo lo stesso sondaggio Ipsos che i Dl sventolano compiaciuti, il 41% dei giovani tra i 18 e i 30 anni si dichiara contrario. Un risultato scontato per Gregorio Fontana, deputato di Fi. «È una misura anacronistica, un passo indietro. L’Unione sta di fatto reintroducendo la tassa sulla gioventù che la Cdl ha abolito». Il ritorno della naia «non serve a niente: la Protezione civile, le strutture sociali ma anche i Comuni godono già di tanti volontari, e il numero è in continuo aumento». Perciò, l’unica motivazione plausibile «è un desiderio di compiacere le associazioni di volontariato».