L’Unità d’Italia in presa diretta Da oggi in edicola col Giornale

A partire da oggi, con il nostro quotidiano 19 fascicoli sulla storia
del Risorgimento nell’anno del 150°. Uno strumento unico per conoscere i
fatti dell’epoca e le radici dell’attuale crisi di identità nazionale

Ieri come oggi, oggi come ieri? Rileggendo la storia del Risorgimento e «ripassando» la lezione degli uomini che con le loro azioni e loro idee hanno fatto il nostro Paese, con tutti i suoi straordinari pregi e tutti i suoi terribili difetti, sembra davvero che si possa dire «ora come allora».

È istruttivo, oltre che curioso, scoprire tutte le affinità che la Storia mette in luce tra il Risorgimento e il presente. Molte cose di ieri ci ricordano l’oggi, e viceversa. L’antagonismo e le innegabili differenze, culturali prima ancora che sociali ed economiche, tra il Nord e il Sud. Una predisposizione quasi antropologica degli italiani, mai completamente superata, alla divisione, alle fazioni, al particolarismo; ma al contempo una fortissima tensione all’unificazione e all’orgoglio nazionale. Un altalenante sentimento patriottico, ora effimero e traballante ora saldo e caparbiamente rivendicato. Lo storico scollamento tra l’élite intellettuale e la società di massa.

L’imprescindibile funzione politica di equilibrio svolta dai moderati e le aspirazioni liberali spesso ridotte a illusioni. Le necessarie rivendicazioni degli spiriti laici e gli inviolabili sentimenti degli animi cattolici. La presenza del Vaticano, ineliminata e ineliminabile, ora sentita come ingerenza politica ora come garanzia morale. E soprattutto le difficoltà e le contraddizioni, a volte disastrose e paralizzanti ma sempre superate con grandi prove di carattere e di creatività, di un popolo unico e straordinario il quale, ben più che da 150 anni, condivide storia, lingua, arte, cultura e civiltà.
Quella del Risorgimento è stata una storia tragica, epica, eroica ma anche violenta, a volte grottesca o persino meschina. Una Storia di cui essere orgogliosi e a volte di cui vergognarsi. Ma è la storia che ha fatto l’Italia e gli italiani, che ha fatto il Paese così com’è e noi così come siamo. Il Risorgimento, segnando per l’Italia sia la realizzazione di uno Stato nazionale unitario sia la formazione di una coscienza nazionale «politica» e non più soltanto culturale, ha consegnato - a tutti noi - un senso di appartenenza, ma soprattutto un destino comune. Che negli ultimi 150 anni ha significato uno spirito di coesione e di solidarietà indispensabile per affrontare i problemi e le sfide. Ieri come oggi.

Ecco perché è bene rileggere la storia degli uomini e delle idee che hanno fatto risorgere l’Italia, regalandole l’unità e la libertà di cui da allora godiamo. Ed ecco perché rivivere i progetti, le speranze, le gesta e i valori che hanno costruito l’identità e l’appartenenza nazionale può servire a misurarsi serenamente con il proprio passato, anche il più difficile e scomodo. Ma soprattutto a capire quello che eravamo, e quello che siamo. Amando, un po’ di più, questo strano e meraviglioso Paese. Ora come allora.