L’università in ostaggio di quattro balordi

Nelle fasi di forte tensione sociale come questa, possono esserci avvenimenti in apparenza secondari, perfino ignorati dai media più tartufeschi, che poi assumono le dimensioni di una svolta: uno di questi è la guerra che l'estrema sinistra ha scatenato contro gli studenti di Comunione e Liberazione in generale, e contro la cartolibreria Cusl che Cl ha all'interno dell'Università statale in particolare.
Più ancora dei ripetuti assalti all'esercizio, che lo hanno costretto alla chiusura, più ancora degli ormai tradizionali cortei completi di scontri con la polizia, preoccupa il seguito: i cinque commessi-studenti - che gestiscono lo spaccio e hanno denunciato il primo attacco iscritti su una specie di colonna infame, come per invitare i «compagni» a punirli; gli stessi studenti che, dopo la terza incursione, rinunciano a presentare una nuova denuncia per paura di ritorsioni, inducendo le forze dell'ordine ad archiviare la faccenda; il migliaio di giovani vicini ai centri sociali che hanno presidiato il Palazzo di Giustizia quando i loro compagni, arrestati durante i disordini, comparivano davanti al giudice, e che li hanno portati in trionfo quando sono stati rimessi in libertà; gli stessi due studenti rilasciati in attesa di processo che immediatamente ribadiscono il loro impegno rivoluzionario. (...)