L’Università punisce i "guerriglieri": espulsioni e denunce

In caso di «scontri e tafferugli» in cui vengano coinvolti universitari da oggi penderanno sul capo degli studenti ammonizioni e sospensioni fino a un anno o più a seconda della gravità dell’azione commessa e persino espulsioni. A distanza di quasi quarant’anni dagli anni di piombo, il Senato accademico dell’università Statale ha approvato ieri il regolamento antiscontri. Chi si renderà responsabile «di episodi di intolleranza e di intimidazione» sarà sottoposto «a provvedimenti disciplinari, sia individuali, sia nei confronti delle eventuali liste che se ne rendessero responsabili». Tutti d’accordo, 45 sì, nessun no, nessun astenuto nel «dare mandato al rettore di promuovere i conseguenti provvedimenti».
Il rettore dunque non avrà poteri speciali come era stato auspicato da qualcuno, ma la polizia in caso di tafferugli potrà intervenire in maniera più incisiva all’interno dell’Università per sedare gli scontri, mentre la Statale si riserverà il diritto di denunciare i responsabili alle autorità giudiziarie e di chiedere i danni materiali e morali provocati.