L’uomo di Armani fa l’indiano quello di Etro ritrova Sandokan

Per l’estate 2009 Re Giorgio sposa il classico all’Oriente, così come Zegna. D&G puntano sulla Costa Azzurra, DSquared sul ghetto

da Milano

La sfilata uomo di Giorgio Armani in passerella ieri a Milano ha lo stesso effetto dello yoga: un massaggio all'anima. Del resto il tema della stupefacente collezione per l'estate 2009 è l'India, cuore dell'Oriente millenario, culla della spiritualità, ma anche grande potenza mondiale in grado di costruire i super computer, il Paese che vanta la maggior produzione cinematografica sul pianeta Terra. Lo stilista imprenditore ha saputo fondere questi contrasti per comporre un'immagine maschile dolce e allo stesso tempo virile, coloratissima e sobria, piena di un'antica magia esercitata con rara modernità. «Riuscire a creare qualcosa di nuovo senza dimenticare che i destinatari sono gli uomini è un vero piacere» dice Armani dopo aver fatto sfilare una serie di modelli dai sorprendenti colori: il verde fuso nel grigio, il grigio virato sul beige, mastice, corda e il bianco abbacinante del Taj Mahal con tocchi di viola intenso, ruggine e curry. Sotto alle leggendarie giacche destrutturate comparivano i nuovi pantaloni rastremati sul fondo anche nei più classici tagli sartoriali, oppure strettissimi sul polpaccio da giocatore di cricket ma anche larghi e col cavallo abbassato come quelli dei combattenti di boxe tailandese. Il tutto con una leggerissima stuoia di seta appoggiata sulla spalla e stupende camicie dal collo alla coreana alternate al gilet da portare sul petto nudo. Un'India così concreta e occidentale non s'era mai vista in passerella.
Dello stesso segno la sfilata di Ermenegildo Zegna, un felice debutto nel calendario milanese con le linee Couture e Sartoria del potente Gruppo biellese. L'estate indiana di Zegna prevede tinte chiarissime (tabacco stemperato nel bianco e rosa del Rajastan come lavato nel Gange) anche se l'azienda lancia un rivoluzionario tessuto High Performance Cool Effect che anche nei colori scuri tipo nero o blu riflette l'80% dei raggi solari riducendone la sensazione di calore sul corpo. Un giubbotto di pitone smerigliato, le scarpe o l'elegante borsello in coccodrillo e poi lo smoking color avorio rosato sono la punta dell'iceberg di un'offerta così completa da prevedere addirittura la giacca in tessuto catarifrangente con leds luminosi nel collo per gli sportivi che fanno jogging di notte.
Kean Etro fa sfilare una convincente collezione ispirata dal mito di Salgari che racconta la Malesia senza muoversi dall'Italia. I tipici motivi Paisley del marchio assumono una nuova leggerezza senza rinunciare al colore. Invece Dolce&Gabbana puntano saggiamente poco prima di e sul rinfrescante abbinamento marinaro di bianco e blu per gl'impeccabili modelli della linea D & G che prevedono spesso il papillon sotto ai completi dal sapore sartoriale anche nelle proposte sportive. L'idea di fondo è proporre ai giovani un guardaroba ispirato allo stile della Costa Azzurra: il classico in salsa nuova. Fendi lancia le scarpe con la zeppa da uomo e questa è l'unica nota stonata di una lussuosa collezione che comprende giubbotti in pelle di biscia d'acqua, magnifiche maglie con intarsi di chiffon stampato, l'artigianato come cifra stilistica.
Nell'anno in cui un afroamericano come Barack Obama potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti, i gemelli Dean e Dan Caten dedicano la divertente collezione DSquared alla cultura hip hop degli anni Ottanta, allo stile dei film di Spike Lee, all'uscita dal ghetto senza lotte razziali. Calvin Klein, marchio americano disegnato per la linea maschile dal bravissimo Italo Zucchelli, punta piuttosto all'estetica tecnologica delle tinte fluò mescolate ai colori chiari. Perfino il motivo a stelle e strisce della celebre bandiera diventa un rilievo bianco su bianco per giacche e T-shirt. Da Iceberg trionfa come sempre la maglieria piegata stavolta alle esigenze metropolitane. E i graffiti di Keith Haring sulle T-shirt diventano un tocco d'educata eccentricità.