L’uomo di Armani mette a nudo l’eleganza dell’anima

Domina il grigio e non manca il bermuda, simbolo di questa estate

Daniela Fedi

da Milano

L'abito come habitat del corpo e dell'anima, lo stile come destino. È questo il messaggio lanciato da Giorgio Armani che ieri ha fatto sfilare i suoi modelli per la prossima estate sullo sfondo di alcune gigantografie delle sue splendide case. L'inquadratura in bianco e nero della scala decò che a Milano porta dal soggiorno alla sua camera, quella a colori della piscina di Pantelleria oppure l'immagine di uno dei più antichi grattacieli della città scattata dal letto di New York, non sono tanto un'ostentazione della ricchezza materiale raggiunta, quanto un riassunto di gusti ed emozioni che hanno prodotto l'impeccabile risultato visto ieri in passerella. «Il gioco dei riferimenti è solo per far capire che lavoro in un certo modo perché vivo e penso così» ha detto Armani poco prima di presentare una moda volutamente fuori dalla gabbia delle citazioni. Ci vuole coraggio e in un certo senso umiltà per mettere del tutto a nudo il proprio processo creativo rinunciando ai troppi travestimenti pseudo-culturali che ultimamente inquinano i messaggi della moda.
Esemplare in questo senso la clamorosa gaffe di una griffe esordiente che proprio ieri ha presentato la prima collezione attribuendo ad Albert Einstein un principio scritto da Lavoisier nella seconda metà del '700: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Invece Armani che è il più famoso stilista del mondo, tranquillamente spiega che: «Una giacca è una giacca, ma certe giacche stanno meglio delle altre per non parlare dei pantaloni». Così per la sua linea ammiraglia che veste uomini dal notevole potere d'acquisto e quindi portati per censo ed età a dover distinguere tra le occasioni dell'abito, Armani ha proposto l'evoluzione del formale. Sua maestà il completo grigio cambia quindi faccia grazie a un uso sublime di tessuti, colori e accostamenti, ma alla fine resta quello che deve essere: un caposaldo del guardaroba maschile. Lo stesso si può dire del blouson di cuoio delavato, del blazer blu realizzato in materiali tra tecnico e classico, dei pantaloni a piccole righe e soprattutto dei bermuda che tanto hanno fatto discutere in questi giorni di sfilate. «Se fai un mestiere creativo e hai delle gambe come minimo toniche oggi li puoi mettere perfino per andare in ufficio e pazienza se poi ti prendono per il tuo idraulico» sorride Armani ricordando le polemiche scoppiate perché l'altro ieri anche lui si è presentato in bermuda a raccogliere gli applausi per la sfilata Emporio. A proposito di questa collezione dedicata a un pubblico più giovane e scanzonato, «re Giorgio» spiega di aver puntato su proporzione più risicate: «come se un ragazzo si fosse comprato una giacca fuori misura che mette ancor più in risalto il suo corpo palestrato». Il risultato finale tanto per la «Giorgio Armani» quanto per l'Emporio è una coerenza assoluta tra creatore e creazione. In teoria non si potrebbe pretendere lo stesso dalla linea uomo di Calvin Klein visto che oggi è egregiamente disegnata da un altro stilista. Invece Italo Zucchelli ha saputo distillare gli stilemi del grande Calvin in un impero dei segni contemporanei. Così la giacca con una profonda scollatura a V al posto dei revers è un buon esempio di cosa è diventato il minimalismo a vent'anni dalla sua creazione. E la sinfonia dei colori freddi di New York (grigio in tutti i modi, verde chiarissimo e beige) s'illumina di nuovi bagliori dati dai tessuti quasi traslucidi. Riassuntiva di tutte le tendenze della stagione la sfilata Fendi: pantaloni stretti, preziosi giubbotti in pelle e ogni tanto qualche tocco luccicante. Per essere alla moda un uomo la prossima estate dovrà infatti avere almeno una camicia d'argento, un pullover di paillettes brunite e almeno un completo color burro con la giacca dai revers di raso che sembrano quasi fare la gibigianna sotto le luci della ribalta. Fendi propone inoltre le scarpe nei toni fluò dell'arancio e del lime oltre a una serie di bellissimi portatutto da collo. Ci limiteremmo a questi.