L’uomo «assente» di Candida Höfer

Barbara Silbe

E’ appena passato qualcuno. Senti ancora rumore di passi, brusio di voci. Questo pensi davanti alle immagini di Candida Höfer. La macchina fotografica di questa fotografa tedesca indugia davanti a spazi vuoti: biblioteche, teatri, musei, scuole, stazioni, ville, alberghi. Ambienti deserti, impregnati di silenzio, e una luminosità assoluta a sovrastare tutto. Eppure tu percepisci che poco prima o poco dopo lo scatto dell’otturatore, qualcuno deve essere entrato nella scena per cambiarla, per renderla nella sua completezza, per scompigliarla. Una selezione di venti sue immagini di grande formato, realizzate negli ultimi due anni a Dublino, Zurigo, Praga, Parigi, in diverse città della Spagna e del Sud America, sono raccolte fino al 12 marzo al Museo di fotografia contemporanea di Cinisello, villa Ghirlanda, via Frova 10, per la sua prima personale italiana.
La specializzazione di Candida Höfer, fin dagli anni Settanta, è stata l’architettura pubblica. Un’architettura dell’assenza potresti dire, visto che ci si trova al cospetto di opere così minimali, scarne, funzionali. Da principio, il suo appare un approccio distaccato, una catalogazione coerente e logica concentrata sui luoghi, sulle prospettive, senza sbavature. I seggiolini di una platea teatrale, un quadro appeso a un muro neoclassico, oggetti appoggiati e abbandonati in un angolo, trasmettono un senso di staticità casuale. Poi ti accorgi che il suo mondo artistico è scevro da preconcetti. Annullate le differenze, Candida Höfer punta su pochi punti di riferimento che spiegano l’insieme, tra immagine e rappresentazione: superfici, atmosfere, situazioni, percezione, dove l’unico grande assente, l’individuo, è anche indiscusso protagonista. Le scene inquadrate sembrano repliche del reale, rovine archeologiche moderne, testimonianze di vissuto prefabbricate che ci vengono restituite grazie alla purezza di uno stile documentario, al suo sguardo da antropologa dello spazio che attraverso questo riflette sulla condizione dell’uomo stesso, sulla sua interiorità, su un mondo eccessivamente antropizzato, costituito da luoghi-non luoghi di ogni genere.
La personale «Candida Höfer. Fotografie 2004-2005» è aperta con ingresso libero da martedì a domenica dalle 10 alle 19; giovedì dalle 10 alle 23. Per informazioni, tel. 02.6605661; visite guidate 02.66056630.