L’uomo casual che non dà interviste

Quando si presentò per la prima volta in una sala stampa, fu un evento unico. I giornalisti lo attendevano con ansia, era una grande occasione e furono in tantissimi. C’era una ressa nell’androne del palazzo nel quale dopo poco avrebbe fatto il suo ingresso. Nessuno voleva perdere quella occasione: dare un volto all’uomo più ricco di Spagna. Ed era un appuntamento così tanto atteso che guadagnò le prime pagine dei giornali nazionali spagnoli.
Da allora nessuno può più fare a meno di parlare di lui, anche se ancora in pochissimi lo conoscono.
Fu l’unica volta che Amancio Ortega Gaona parlò pubblicamente e anche a beneficio della stampa. Era in effetti una situazione da cui era difficile scappare: si trattava della quotazione della sua Inditex (di cui fa parte Zara). Da allora non ha mai concesso più interviste: è l’uomo che ha rilasciato meno dichiarazioni nella storia della finanza. Di lui non ci sono fotografie, se non alcune che sono state obbligatoriamente scattate nello stesso giorno in cui si è concesso al pubblico per la quotazione di Inditex.
Secondo quanto scrive Cecilia Monllor che sta portando a termine una biografia dell’imprenditore spagnolo, Amancio Ortega è una persona davvero speciale. Conduce una vita normale, anzi normalissima. Odia le cravatte, veste sempre molto casual (ama i jeans e camicie Oxford) e ha gravi difetti di dizione. Quando cammina per le strade ha sempre paura che qualcuno possa o voglia fargli del male. Ama i cavalli e il calcio, soprattutto la sua Depor (il Deportivo La Coruña) che segue sempre allo stadio, dove può permettersi di andare liberamente proprio perché il 99,9% della popolazione spagnola non lo conosce. I dipendenti sono felici quando lo incontrano; conosce tutti i loro nomi. Una Porsche e un Falcon 900 sono i pochi lussi che si concede.
Amancio Ortega è il presidente del gruppo Zara, ed è un self made man. Ha creato il suo impero dal nulla. Ortega è nato nel 1936, ultimo di quattro fratelli, in un piccolo borgo vicino Leòn, da padre ferroviere e da madre casalinga. Solo dopo alcuni anni dalla sua nascita il padre è stato trasferito al Nord, a La Coruña. Da qui ha intrapreso la sua strada verso il successo. A 14 anni il suo primo impiego. Consegnava a domicilio le confezioni di una delle più importanti camicerie di La Coruña. Solo qualche anno dopo ha trovato un lavoro stabile presso la merceria La Maja, dove convergeranno tutte le persone ora indispensabili per il gruppo Zara. Decise poi di mettersi in proprio. Con un fido concesso dal Banco Pastor creò la Goa (semplicemente l’acronimo di Amancio Ortega Gaona letto al contrario), che produceva biancheria intima e accappatoi. Fu proprio qui mentre serviva alcune clienti, che non potevano permettersi abiti costosi, che ebbe l’idea semplice ma geniale: produrre, distribuire e vendere modelli simili a quelli di importanti case di moda, ma a basso costo. L’ha messa subito in atto. Da allora i numeri parlano del suo successo. La Goa è quella che oramai tutti conoscono come la Inditex (Industrias del Diseño Textil) che conta 2.400 punti vendita in 58 Paesi fra Europa, America, Asia ed Africa. Oltre alla più nota Zara, Inditex possiede altri sette marchi: Kiddy’s Class, Pull and Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho e Zara Home. Inditex, controllata per circa il 60% da Ortega, è quotata alla Borsa di Madrid dal 23 maggio 2001, in seguito a una offerta pubblica che ha ricevuto richieste boom. Il suo primo giorno di quotazione, con un valore di 14,7 euro, il titolo ha registrato un rialzo di circa il 20%. Oggi vale circa 31 euro. Il giro d’affari di Inditex del 2004 è stato di 5.670 milioni di euro, con un utile netto di 628 milioni.
Il gruppo conta 50mila dipendenti. Impressionante è la grandezza del quartier generale della Inditex, a La Coruña, che ha una estensione pari a 47 campi di calcio.
(3-Continua)