L’uomo che fuggiva inseguito dagli ordigni

La prima bomba ha disintegrato il mercato di Sharm. La seconda ha devastato «Ghazala Gardens» hotel. La terza ha fatto a pezzi l’Hard Rock Café. E in mezzo lui, Dino Moretti, e i suoi amici. Un uomo giusto, ma sempre presente nel posto sbagliato. Dice, sudando appena un po’ freddo: «Quando è esploso il primo ordigno eravamo appena usciti dal mercato vecchio. Abbiamo subito preso un taxi per tornare in albergo, veloci come fulmini». Pensavano di averla scampata. «Arrivati a 20 metri dall'Hotel è scoppiata l'altra bomba. Ci siamo sentiti perduti...». Giù dal taxi e via di corsa, dove capita capita, mica ti correranno dietro le bombe. E invece. «Al secondo botto non abbiamo capito più nulla, ci siamo messi a correre, presi dal panico, cercando di afferrare le mani dei nostri figli, di correre lontano. Avevamo appena cominciato a fuggire quando c'è stata la terza esplosione proprio sulla strada che stavamo infilando per scappare». Inseguiti dalle bombe, schivata tre volte la morte, si sono arresi. Ma il percorso a ostacoli del terrore era finito. Molti dei suoi amici hanno perso soldi e documenti nelle cassette di sicurezza centralizzate andate distrutte nell'esplosione del «Ghazala Gardens». Erano tutti lì soltanto da un giorno, sono stati costretti a ritornare subito. Quando si dice la sfortuna...