L’uomo delle mappe di Google si perde in mezzo all’Oceano

Gray ha creato il programma «Earth» Domenica era uscito in barca da allora nessuno ha sue notizie

Doveva tornare a casa domenica sera dopo essere uscito in barca per disperdere le ceneri della madre morta l'anno scorso, invece se ne sono perse le tracce. Jim Gray, il genio informatico dietro le mappe satellitari online di Google Earth, è scomparso in mare e si teme per la sua sorte.
Unità della guardia costiera, un elicottero e un aeroplano hanno pattugliato fino a stamattina all'alba le acque del Pacifico da Monterey fino all'Oregon, senza successo. Sessantatré anni, esperto navigatore, Gray aveva lasciato il porticciolo di San Francisco domenica mattina, diretto alle isole Farallon, una quarantina di chilometri dal Golden Gate, con l'urna delle ceneri della madre a bordo. Niente lasciava immaginare una situazione di pericolo quando l'informatico si era messo in viaggio: il mare era calmo e la barca equipaggiata per far fronte ad ogni emergenza. Gray, descritto dai conoscenti come un uomo sereno e in buona salute oltre che una leggenda dell'informatica, aveva telefonato alla moglie dallo yacht Tenacious per dirle che gli si stava scaricando la pila del cellulare. Quando, calato il sole, l'uomo non aveva fatto ritorno a casa, la moglie ha avvertito la polizia.
Gray, che è anche uno dei fondatori di Microsoft, aveva ricevuto nel 1988 il prestigioso Premio A. M. Turing - una sorta di premio Nobel per l'informatica - per le ricerche che avevano aperto la strada alle transazioni elettroniche (le stesse che rendono possibile l'uso di un bancomat e l'acquisto di prodotti su internet). Mentre le speranze di ritrovare vivo Gray si facevano sempre più fievoli, il co-fondatore di Google, Sergei Brin, ha valutato di mettere in campo l'accesso del motore di ricerca a immagini ad alta definizione via satellite per ritrovare lo scienziato. Di fatto per cercare Gray si vuole usare il mezzo che lui stesso ha inventato: Google Earth, il sistema di mappatura satellitare che viene visualizzato attraverso il web. E anche Amazon ha mobilitato i suoi scienziati per scandagliare con i loro software superveloci le schermate via satellite.
La storia di Gray appare un paradosso. A perdersi in mezzo all’Oceano è l’uomo che fornisce al mondo intero l’ultima frontiera dell’orientamento. Grazie a lui persino il presidente americano George W. Bush, che non è affatto un maniaco dell'informatica, qualche volta usa Google, o meglio, come ha definito lui stesso il più famoso motore di ricerca del mondo, «il Google». E lo fa utilizzando proprio il programma Google Earth, che impiega le immagini di satelliti commerciali per mappare l'intero pianeta e consente di ingrandire le immagini di qualunque punto del pianeta, per farsi trasportare come su un tappeto magico nel suo ranch di Crawford, in Texas.
Il capo della Casa Bianca ha confidato i suoi incontri ravvicinati con il computer a Maria Bartiromo, l'intervistatrice della rete finanziaria Cnbc. «Sono curiosa: ha mai googlato qualcuno. O qualcosa?», ha chiesto la Bartiromo al presidente. «Occasionalmente», ha risposto il capo della Casa Bianca: «Lo uso per le mappe. Non ricordo il nome del programma, ma fa uso del satellite e ti permette di arrivare al ranch, mi ricorda di dove a volte vorrei essere».
C'è un unico «punto cieco» dell'intera copertura di Google Earth: la zona di Washington del Naval Observatory dove ha la residenza privata il vicepresidente Dick Cheney. Per il resto, il gioiello dell’informatica inventato da Gray copre tutto. Una macchina perfetta tanto che la Nasa ha annunciato un accordo con Google per l’uso delle immagini satellitari e in un futuro anche per creare un sistema di mappatura di altri pianeti. Ma mentre la sua creatura avanza, Gray non si trova. Più passa il tempo, più i suoi amici e i suoi parenti si preoccupano: non c’è nelle 16mila miglia coperte dalle ricerche. Non c’è per il momento in alcuna delle mappe che lui ha creato. Allora sale l’angoscia: nessun satellite riesce a scandagliare sotto l’acqua.