L’uomo del fare che sfruttò la tv commerciale

Giorgio Aiazzone, l’uomo del fare. La definizione, che poi è il titolo del libro appena pubblicato da Lineadaria, è di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, che di tv ha una certa esperienza, riconosce ad Aiazzone di aver visto lontano: «Per primo, e meglio di chiunque altro, comprese che lo sviluppo delle televisioni commerciali» poteva ampliare a dismisura il raggio d’azione di un commerciante. Trasformando un Paese intero in una lunghissima fila di clienti. Dal tubo catodico parte la rivoluzione di Biella che, secondo Berlusconi, offre tre promesse: «Un elevato rapporto qualità-prezzo, un elevato servizio, volto a cancellare il problema delle distanze e la trasformazione della visita a Biella in un vero e proprio viaggio turistico». In questo modo, Aiazzone ha fatto la sua parte «per la modernizzazione culturale dell’Italia, per l’abbandono della visione regressiva e afflittiva del nostro futuro, basata sulla logica dell’austerity».