L’uomo del vento è sceso dall’albero

La vecchia cartolina di Luna Rossa mostra Michele Ivaldi appeso a una cima, lassù sull'albero a scrutare l'orizzonte alla caccia della raffica in più. La vela è una accanita ricerca del vento. Più vento più velocità. Alla terza volta con Luna Rossa, sarà navigatore, ruolo che era di Matteo Plazzi. A salire sull'albero sarà Francesco Bruni. Il navigatore è l'uomo del computer, che passa a tattico e timoniere informazioni su prestazioni barca, mappa del vento.
Serve davvero stare sull'albero per scrutare il vento?
«Qui serve un po' meno che a Auckland: quello che si vede dal basso è più o meno quello che vedi anche dall'alto. In Nuova Zelanda la costa chiudeva quasi tutto il campo e dall'alto si vedevano i movimenti dell'aria. A Valencia è tutto un po' più facile, molto più Adriatico… Fino a una certa ora il vento gira a sinistra, poi a destra. Ci sono variabili dovute alla conformazione dell'interno, una zona di terra quasi desertica che scalda molto alcuni rilievi che modificano l'andamento della brezza che conosciamo».
Come interpreti il nuovo ruolo?
«Adesso faccio il navigatore con l'occhio critico tattico. Cerco di filtrare il più possibile le informazioni che mi arrivano dal computer usando l'occhio critico del velista. Cerco di scegliere quelle che vorrei sentirmi dire io se fossi al timone, tenendo il livello di informazione basso ma concreto».
Come controllerete gli altri, pistole laser e radar?
«Sembrava fosse possibile usare il radar, poi è stato esplicitamente proibito, possiamo usare la pistola laser come a Auckland e basta. In pratica possiamo avere la distanza e il rilevamento dell'altra barca».
Vi piace stare in Spagna?
«Qui a Valencia siamo più comodi, a due ore d'aereo dall'Italia. Lo stile di vita è più vicino al nostro. Ma anche Auckland era bello e aveva lati affascinanti».
Questa Luna quanto è diversa dalle precedenti?
«È cambiata abbastanza, ma abbiamo mantenuto esperienza e metodo di lavoro del passato. Siamo un team molto professionale e molto preciso. Abbiamo accolto nuove energie, tutto il gruppo di Spithill è formato da giovani di 26, 27 anni che ha tanta voglia di crescere pur avendo due coppe alle spalle. Purtroppo però Alinghi è ancora un gradino sopra tutti».