L’urbanistica va a sinistra. Raffica di sì alle richieste di Pd, alleati e consiglieri

IL PGT Accolte più di 2.500 osservazioni. Il Pdl: «Il piano è uguale al nostro, ma più sfigato» Scontro sulla necessità della nuova pubblicazione

Il Pgt del meno cemento e più verde è «il risultato dell’ascolto dei cittadini». Lo ripete in continuazione l’assessore all’Urbanistica Lucia De Cesaris. Ieri il nuovo piano urbanistico votato dalla giunta Pisapia ha iniziato la maratona in commissione urbanistica. Quindici già fissate fino al 21 febbraio (saranno ascoltati dai consiglieri anche Legambiente, sindacati, l’Ordine degli architetti, Assolombarda). Nelle modifiche - ribadisce l’assessore marcando la differenza col documento dell’ex sindaco Moratti approvato un anno fa e revocato il novembre scorso - «giocano una parte importante cittadini, associazioni ed enti». Le 4.765 osservazioni sono state riesaminate, spacchettandole sono diventate addirittura 5.761, e «abbiamo dato parere positivo al 45,3% del totale contro l’8% della stagione passata». Sul sito internet del Comune fino ad approvazione definitiva non verrà pubblicato l’elenco delle richieste presentate ancora nel 2010 e accolte ora dalla giunta («e finché non vengono approvate dall’aula - raccomanda ai consiglieri - le linee guida sono riservate»). Ma le linee del Pgt secondo Pisapia, contenute nei cd-rom consegnate con l’obbligo del silenzio ai partiti, sono sì frutto delle osservazioni della città. Alcune voci sono state ascoltate moltissimo. Quella di Marco Zio, ad esempio, le sue osservazioni hanno ottenuto molti pareri positivi, dalla richiesta di un nuovo percorso ciclabile tra viale Omero a viale Monza all’abbassamento dell’indice massimo di edificazione nelle zone residenziali. Una soddisfazione. E una rivincita, visto che alle elezioni comunali aveva preso tanti voti per il consiglio di zona 4, candidato del Pd X Pisapia, ma non abbastanza per essere eletto. Ok alla richiesta di cancellare l’ipotesi di traslocare Palazzo di Giustizia in un altro luogo della città. L’aveva chiesto Fabio Arrigoni, attuale presidente del Pd in zona 1. Tanti «sì» alle osservazioni di Chiara Scavello (ex consigliera Pd), Angela Cristina Fabris (candidata al consiglio di zona 4 con il Pd x Pisapia), Stefano Margiotti (candidato del Pd x Pisapia), Sergio Laminafra, ex consigliere comunale Pd ancora attivissimo, Edvige Cambiaghi (candidata con i Verdi ecologisti x Pisapia in zona 3), Alberto Ferrari (ex candidato Pd in consiglio comunale), Michele Sacerdoti (eletto consigliere in zona 3 con la lista Milly Moratti x Pisapia).
In commissione Urbanistica, bagarre tra il Pdl e l’assessore. Il capogruppo Carlo Masseroli chiede che la giunta indichi ora quali osservazioni accolte «stravolgerebbero il piano, nel qual caso per evitare ricorsi andrà ripubblicato». L’ex assessore, papà del vecchio Pgt, prendendo a prestito la battuta del viceministro all’Istruzione che tiene banco da giorni, sostiene che «il piano è uguale al mio, solo un po’ più sfigato». L’assessore e il Pd seguono la linea della non ripubblicazione, e propongono la discussione delle osservazioni in 99 blocchi omogenei per tema. «Dobbiamo discuterle una a una» pretende il consigliere Pdl Giulio Gallera, veniamo anche la mattina presto se servono più commissioni. Proprio Basilio Rizzo, oggi presidente dell’aula, da ex oppositore presentò ricorso (facendosi difendere dall’avvocato De Cesaris) su questo punto. Ma Rizzo precisa, «con la Moratti e 5mila osservazioni erano divise in 8 gruppi, ovvio che non erano omogenei».